La confessione di Bruno Carbone, ex narcotrafficante della camorra, ha rivelato dettagli scioccanti sul traffico di droga a Napoli. L’inchiesta dei carabinieri e della Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha portato allo smantellamento di due gruppi criminali, con 29 persone sotto misure cautelari, e ha rivelato le intricazioni del traffico di droga internazionale gestito da questi gruppi.
Carbone ha rivelato che la droga veniva trasportata con sofisticati sistemi di occultamento, infiltrando enormi quantitativi di cocaina e hashish nelle piazze di spaccio di Napoli e provincia. Altre rivelazioni hanno svelato l’impiego di armi da fuoco e avanzati sistemi di comunicazione criptati, utilizzati per condurre queste attività illegali.
Una delle più sorprendenti rivelazioni è emersa riguardo all’utilizzo di sommergibili per il trasporto della cocaina dal Panamá all’Europa. Sono state confermate intercettazioni in cui un albanese discute con un connazionale sui rischi e le modalità di trasporto della droga tramite sommergibili. Il gruppo criminale ha anche dimostrato di avere collegamenti con narcotrafficanti internazionali, fornendo droga a diverse piazze di spaccio in Italia, compreso Taranto.
L’operazione investigativa ha permesso di individuare due principali gruppi criminali, uno guidato dai fratelli Vincenzo e Salvatore Della Monica e da Michele Nacca, mentre l’altro da Simone Bartiromo, Roberto Merolla e Giovanni Cortese. Entrambi i gruppi avevano legami con la ‘ndrangheta, che forniva la droga a Rosarno e Foggia.
La collaborazione del narcotrafficante Bruno Carbone, arrestato in Siria e residente a Dubai al momento dei fatti, ha permesso di fare luce sui dettagli operativi delle bande criminali. Ha confessato di aver fornito grandi quantitativi di cocaina con cadenza bisettimanale, anche utilizzando sommergibili per il trasporto. Carbone ha rivelato anche l’impiego di sofisticati sistemi di comunicazione criptati per coordinare le operazioni.
Le rivelazioni di Carbone hanno svelato un intricato sistema di approvvigionamento e distribuzione della droga, coinvolgendo diversi depositi e canali di traffico in varie parti d’Europa. Le sue dichiarazioni sono state determinanti per smantellare le bande criminali e indagare sulla portata del traffico di droga nella regione di Napoli.
Queste rivelazioni mettono in evidenza l’importanza delle operazioni investigative delle forze dell’ordine nel contrastare il traffico di droga internazionale e l’interconnessione tra gruppi criminali diversi. La confessione di Bruno Carbone, ora collaboratore di giustizia, è stata fondamentale per portare alla luce le attività criminali dei gruppi coinvolti nel traffico di droga a Napoli.
