Raffaele Egheben, un ex detenuto del carcere di Santa Maria Capua Vetere, ha reso una testimonianza toccante durante il maxiprocesso sui pestaggi avvenuti nel 2020. Egheben ha raccontato di essere stato brutalmente picchiato per ore da agenti carcerari, subendo violenze agghiaccianti durante il periodo di lockdown per il Covid.
Secondo il suo racconto, è stato prelevato dalla sua cella da un agente di sua conoscenza insieme ad altri 4-5 agenti, che lo hanno picchiato sia con che senza casco. Successivamente è stato costretto a inginocchiarsi nell’area socialità insieme ad altri detenuti e picchiato con il manganello.
Dopo essere stato portato in una stanza vuota, è stato colpito da un agente con un pugno da dietro, mentre un altro detenuto ferito giaceva a terra. Anche durante il trasporto verso un altro reparto, Egheben è stato nuovamente picchiato da altri agenti lungo il corridoio.
Durante la sua testimonianza, ha anche raccontato di essere stato oggetto di ulteriori violenze, come calci, manganellate e botte, e di essere stato insultato e umiliato verbalmente da alcuni agenti, compreso il lancio di spazzatura addosso a lui.
La testimonianza di Egheben rappresenta un’accusa contro i responsabili delle violenze avvenute nel carcere di Santa Maria Capua Vetere e una richiesta di giustizia per le vittime. Attualmente il processo è in corso e si spera che la verità possa emergere in tutta la sua chiarezza.
Con la sua storia, Egheben mette in luce la necessità di combattere ogni forma di brutalità e sopruso nel sistema carcerario, e di non dimenticare le sofferenze di chi ha subito ingiustizie. È un invito a lottare per un sistema carcerario più umano e rispettoso dei diritti umani.
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