Quattro arresti per traffico di cellulari tra Campania e Nord Italia: le cronache della criminalità

Ultime News

Francescopio Autiero rimane in carcere per l’omicidio di Fabio Ascione, giovane innocente di Napoli

Napoli – Francesco Pio Autiero, ventitreenne accusato dell'omicidio di...

Arrestato a Ibiza il presunto assassino del pizzaiolo di Pagani: coinvolto un 45enne di Avellino

Omicidio a Ibiza: ucciso un pizzaiolo italiano, arrestato il...

Castellammare, sequestrati arsenale e droga nei rioni Cicerone e Savorito durante operazione della polizia

Castellammare di Stabia: Operazione della Polizia Scongiura Minacce alla...

La Squadra Mobile della Questura di Asti ha scoperto un giro d’affari illecito che ha fruttato oltre 100mila euro in soli tre mesi. Per smantellare l’organizzazione criminale è stata coordinata un’operazione con il supporto delle polizie di Napoli, Agrigento e Viterbo. Sono stati arrestate quattro persone, accusate di far parte di un’associazione per delinquere che si occupava di consegnare telefoni cellulari nelle carceri di diverse città.
I quattro arrestati sono Simone Iacomino, già detenuto nel carcere di Agrigento, Veronica Virgilio, Salvatore Sbrescia e Vasil Dziatko. I cellulari venivano consegnati all’interno delle carceri utilizzando droni pilotati dai detenuti stessi e poi rivenduti a prezzi molto elevati. L’indagine, della durata di tre mesi, ha portato all’intercettazione di 21 utenze telefoniche e all’ascolto di oltre 10.000 telefonate. Inoltre, sono stati confiscati due droni, oltre 60 SIM, telefoni, microtelefoni e altri strumenti.
Durante l’operazione, sono stati arrestati in flagranza due corrieri che tentavano di consegnare cellulari al carcere di Asti e sono stati sequestrati anche casi di droga. L’operazione ha inflitto un duro colpo al traffico di cellulari nelle carceri e le indagini sono ancora in corso per individuare altri membri dell’organizzazione.
L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Asti in collaborazione con le polizie di Napoli, Agrigento e Viterbo, e sotto la direzione della Procura di Asti.

Fonte