Il killer di camorra, reo confesso, si è affrettato ad avvelenare il cane della vittima designata prima di ucciderla. Questo episodio è solo uno spaccato crudele di una faida di camorra che da anni sta insanguinando le strade della zona orientale di Napoli e dei paesi vesuviani confinanti.
Francesco Esposito, detto ‘o chiattone, era un referente del clan Mazzarella a Marigliano. Nato a Piazza Marcato, si era alleato con il boss Cristiano Piezzo del clan locale. Questo lo ha portato a entrare in contrasto con Luigi Esposito, detto ‘o sciamarro, un boss crudele e sanguinario alleato dei nemici storici dei Mazzarella.
Grazie alle confessioni del killer Michele Minichini e al pentito Massimo Pelliccia, è stato possibile risolvere un cold case relativo alla morte di Esposito. Minichini ha confessato di aver ucciso Esposito su ordine di Tommaso Schisa, mentre Pelliccia ha rivelato il motivo dell’omicidio.
Il movente dell’omicidio è stato svelato da Pelliccia, che ha raccontato alla Dda che Esposito aveva l’incarico di segnalare l’arrivo di Luigi Esposito a casa sua, in modo che potesse essere ucciso. Tuttavia, Luigi Esposito ha saputo dell’agguato e ha deciso di uccidere Francesco Esposito. Luisa De Stefano e Vincenza Maione hanno preso accordi con i Rinaldi per pianificare il delitto, e Minichini è stato incaricato di agire per conto dei Rinaldi.
Sono stati notificati provvedimenti restrittivi nei confronti di vari membri coinvolti, inclusi i boss dei clan e il killer Michele Minichini. La vicenda è un ulteriore esempio della violenza e dell’ingiustizia perpetuata dalle organizzazioni criminali nella zona orientale di Napoli e nei paesi vesuviani confinanti.
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