Il femminicidio insolito di Avellino, avvenuto nel maggio del 2021, ha visto come colpevole Gerardo Limongello, 85 anni, per aver soffocato sua moglie, Antonietta Fucuciello, 83 anni, con un cuscino. Inizialmente condannato a 21 anni di carcere per omicidio volontario aggravato, Limongello ha presentato appello contro la sentenza di primo grado e oggi la Corte d’Assise d’appello di Napoli ha ridotto la sua pena a 14 anni di reclusione.
Dopo una lunga discussione della difesa dell’anziano, rappresentata prima dall’avvocato Mario di Salvia e poi dall’avvocato Lanzano, la Corte ha deciso di accogliere l’appello e ridurre la condanna comminata in primo grado. Il Procuratore Generale aveva invece chiesto la conferma della condanna a 21 anni.
Limongello non era più soggetto a misure cautelari a seguito della revoca di ogni restrizione pronunciata lo scorso anno dalla stessa Corte d’assise d’appello di Napoli su istanza della difesa. L’avvocato Mario di Salvia si è detto soddisfatto della decisione della Corte, dichiarando che avevano sempre chiesto una pena più mite, considerando che Limongello era reo confesso, e che la loro richiesta è stata pienamente accolta.
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