Il nipote del boss D’Alessandro e i suoi 6 complici rimangono in carcere, coinvolto nel clan.

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I sette esponenti del clan D’Alessandro di Castellammare sono ancora detenuti in carcere dopo essere stati arrestati tre giorni fa dalla Guardia di Finanza per estorsione e riciclaggio su disposizione della Dda di Napoli. Sono stati trasferiti tutti nel carcere di Secondigliano, tranne Armando Barretta che si trova a Poggioreale. Oggi sono stati sottoposti all’interrogatorio di garanzia davanti al gip Fabrizio Finamore e ai pm della Dda di Napoli.

Durante l’interrogatorio, Michele D’Alessandro junior, difeso dall’avvocato Gennaro Somma, ha scelto di non rispondere. Ha avuto l’opportunità di incontrare suo padre, Luigi D’Alessandro, detenuto nello stesso penitenziario. Altri membri del clan, come Roberto Di Somma, Matteo Di Lieto, Antonio Lucchese, Rodolfo D’Apuzzo e Ugo Lucchese, hanno respinto le accuse o rilasciato dichiarazioni spontanee affermando di non aver mai imposto estorsioni ai commercianti.

L’avvocato Gennaro Somma sta preparando un ricorso al Riesame per chiedere la scarcerazione degli arrestati. La situazione riguardante il clan D’Alessandro di Castellammare continua a suscitare interesse e attenzione mediatica. Sono stati sequestrati centri scommesse illegali e gli esponenti del clan stanno affrontando un momento delicato dal punto di vista legale.

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