Il socio del boss di Caivano, Antonio Angelino, noto come ‘Tibuccio’, è attualmente senza volto e senza nome, identificato solo con il contranome di Giovanni o ‘scucciato’. Durante un blitz avvenuto oggi che ha sgominato il clan Angelino con 13 misure cautelari, i carabinieri e la Dda di Napoli hanno scoperto il circuito delle estorsioni a cui erano soggetti i commercianti e gli imprenditori di Caivano e dintorni.
Tra le persone coinvolte nel blitz, solo una donna è riuscita a evitare il carcere ma si trova ai domiciliari senza la possibilità di comunicare con l’esterno. Si tratta di Assunta Reccia, moglie del ras Giovanni Cipolletti, che ha evitato l’arresto solo perché ha una figlia di nove mesi da accudire.
Secondo quanto riportato nelle circa 100 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Ambra Cerabona del Tribunale di Napoli, Assunta Reccia deteneva la lista delle persone soggette a estorsione. Prima erano il boss Antonio Angelino e poi il marito, che già da mesi era in carcere, ad avere il controllo delle estorsioni. Il clan si serviva dei tre Bervicato, due fratelli e un cugino, per richiedere le tangenti sotto minaccia alle vittime.
Tra gli arrestati c’è anche Raffaele Cristiano, un agente della polizia locale nel comune di San Cipriano d’Aversa. Sarebbe stato proprio lui, padre del fidanzato di una nipote di Angelino, a prendere in affitto la villetta di Castel Volturno, sul litorale del Casertano, dove il boss si è nascosto durante la sua latitanza.
Il clan Angelino di Caivano praticava estorsioni nei confronti di imprenditori, commercianti e addirittura spacciatori, con richieste di tangenti che potevano variare da qualche centinaio di euro fino a 10mila euro. Le intimidazioni avvenivano nella ‘piazza di spaccio’ del Bronx, un luogo noto alle forze dell’ordine.
Nonostante le pratiche criminali, nessuna delle vittime aveva mai denunciato il racket alle autorità. Dopo l’arresto dei capi del clan Ciccarelli, il vuoto di potere ha permesso ad Angelino di prendere il controllo anche del racket delle estorsioni.
Nell’elenco dei 14 indagati troviamo i nomi di coloro coinvolti in quest’operazione, tra cui Antonio Angelino detto ‘Tibiuccio’, Ferdinando Bervicato, Raffaele Cristiano e altri.
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