Francesco Pio Valda cercò di uccidere Ciro Marigliano un mese prima dell’omicidio del pizzaiolo.

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La storia criminale di Francesco Pio Valda, il giovane assassino di 21 anni del pizzaiolo Francesco Pio Maimone, è dettagliata nelle 300 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal giudice Federica Colucci che ha portato in carcere 11 persone, tra familiari e affiliati al clan di Barra. Un mese prima dell’omicidio, Valda insieme a Emmanuel Aprea aveva tentato di uccidere Ciro Marigliano e aveva anche piazzato una bomba in una pescheria a Via Martucci.

Francesco Pio Valda era noto come un abile bomba in grado di orchestrare attacchi contro i propri nemici. Il suo coinvolgimento in varie azioni criminali era evidente dalle intercettazioni che lo ritraevano come una figura pericolosa e spregiudicata. Nonostante la giovane età, Valda aveva un ruolo di leadership all’interno del clan, con suo fratello Luigi che operava dal carcere. Anche la nonna Giuseppina Niglio era coinvolta nell’organizzazione, gestendo una piazza di spaccio e distribuendo i proventi tra gli affiliati.

Dopo l’omicidio di Francesco Pio Maimone, Valda è stato circondato da una rete di protezione, simile a quella creata intorno a suo fratello Luigi dopo un tentativo di omicidio. Le misure cautelari coinvolgono diversi membri della famiglia Valda e affiliati al clan, tra cui Emmanuel Aprea, Salvatore Mancini, Giuseppe Perna, Antonio e Pasquale Saiz. Questi individui sono sotto processo per l’omicidio e sono stati coinvolti in varie attività criminali, inclusi atti di violenza e estorsioni.

La rete di protezione attorno a Francesco Pio Valda si è rivelata solida, con l’appoggio di familiari e amici coinvolti direttamente nelle attività del clan. Le indagini hanno dimostrato che Valda portava armi anche durante le uscite serali e che aveva pianificato e eseguito diversi atti violenti per consolidare il controllo sul territorio. La sua pericolosità e il coinvolgimento in varie azioni criminali sono emersi dalle conversazioni intercettate dalle autorità.

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