Il Tribunale del Riesame di Napoli ha ribadito le ordinanze di custodia cautelare in carcere per gli otto indagati coinvolti nell’inchiesta sul riciclaggio internazionale che ha coinvolto diverse società situate tra Vilnius, Riga, Portici ed Ercolano. L’indagine è stata condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza e dalla Procura di Napoli, e ha rivelato un’organizzazione che avrebbe riciclato oltre 2,6 miliardi di euro nel periodo tra il 2018 e il 2023. Il principale indagato, Michele Scognamiglio, residente in Lettonia, ha rinunciato a fare appello contro la decisione di custodia cautelare.
Sei degli otto indagati, tra cui la compagna di Scognamiglio, Rita Gargiulo, hanno presentato appello contro la custodia cautelare, ma le loro richieste sono state respinte dal Tribunale del Riesame. Resta ancora da decidere sull’appello presentato dai legali di Marco Spinola, la cui udienza non è ancora stata fissata. I reati contestati agli indagati includono associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, autoriciclaggio, intestazione fittizia e omessa dichiarazione dei redditi.
Inoltre, oltre a Scognamiglio, Gargiulo e Spinola, sono attualmente in carcere anche Gianluca Giordano. Concetta Maisto e Alessandro Orefice sono ai domiciliari, mentre Carmen Barbato e Felice Salomone hanno l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. Durante l’operazione di notifica delle misure cautelari, sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di oltre 25 milioni di euro, corrispondente al guadagno netto ottenuto dall’organizzazione attraverso il riciclaggio di 2,6 miliardi di euro all’estero.
L’operazione condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Napoli rappresenta un duro colpo al riciclaggio internazionale. Il sequestro di beni di notevole valore è un segnale importante nella lotta contro le attività criminali che danneggiano l’economia e la società.
Fonte
