Saviano sospetta: Schiavone pentito o strategia per evitare la galera?

Il noto scrittore esperto di camorra, Roberto Saviano, esprime dei dubbi sul reale pentimento del capo del clan dei Casalesi, Francesco Schiavone Sandokan, e condivide le sue riflessioni in un lungo video sul suo profilo Instagram. Se Schiavone collaborerà effettivamente con la giustizia dando informazioni cruciali o seguirà l’esempio di altri ex capi che hanno detto molto poco fino ad oggi, è ancora una incognita.

Saviano si interroga sulla possibilità che Schiavone possa limitarsi a fornire prove di omicidi e tangenti per evitare l’ergastolo, senza rivelare la posizione dei soldi della camorra e senza svelare veri legami politici e imprenditoriali. Come anche altri ex capi che hanno deciso di collaborare con la giustizia, sarà in grado di farlo senza compromettere certe relazioni? Solo osservando e analizzando gli sviluppi futuri si potrà sapere la risposta.

Inoltre, Saviano riflette sul potere e la storia criminale di Schiavone, sottolineando che non si tratta solo di un criminale, ma di una figura che ha operato all’interno di un sistema infiltrato da organizzazioni criminali. La sua collaborazione potrebbe portare alla luce nuove informazioni cruciali sulle finanze della camorra, sui rapporti con imprenditori e politici.

Infine, Saviano osserva che la decisione di Schiavone di collaborare potrebbe essere stata influenzata dal fatto che dopo 26 anni di carcere duro, sa che l’unica alternativa è o pentirsi o morire in prigione. Questo cambiamento di atteggiamento potrebbe essere motivato dalla necessità di evitare l’ergastolo, che per un boss criminale blocca la possibilità di uscire dal carcere anche dopo i 30 anni. È quindi necessario monitorare attentamente le dinamiche in corso per capire le reali intenzioni di Schiavone e il significato dietro il suo presunto pentimento.

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