Processo di primo grado a Napoli contro il cartello criminale
Attualmente, a Napoli, si sta svolgendo il processo di primo grado con rito abbreviato che coinvolge 31 imputati legati al cartello criminale delle famiglie De Luca Bossa, Minichini, Casella, Rinaldi e Aprea.
Le richieste di condanna
Ieri il pm Rossi ha avanzato le sue richieste di condanna che vanno da 3 a 20 anni di carcere per i capi del cartello di Ponticelli, per un totale di oltre 250 anni di reclusione.
Le accuse e le piazze di spaccio scoperte
Gli imputati sono accusati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione illecita di droga aggravata dal metodo mafioso ed estorsione. Le piazze di spaccio scoperte includono quella in piazza De Gasperi, in piazza Comunale Miranda e piazza Cozzolino lotto 10.
Nelle prossime udienze, il collegio difensivo cercherà di confutare le accuse e di far cadere le richieste di condanna avanzate dal pm. Si prevede che la sentenza sarà emessa entro la fine del mese di luglio.
L’inchiesta sul superclan De Luca Bossa-Minichini-Casella-Rinaldi-Reale
Nell’ottobre scorso, l’inchiesta sul superclan ha portato all’esecuzione di 31 misure cautelari su 55 indagati, tra cui ras, esponenti di spicco dei gruppi malavitosi e personaggi noti come Giuseppe ed Emmanuel De Luca Bossa, Michele Minichini con la sorella Martina, Giuseppe Righetto detto “Peppe ’o blob” e Maria D’Amico.
Le indagini sulla camorra di Ponticelli
Le indagini iniziate nel 2016 hanno messo in luce un quadro indiziario solido, basato su intercettazioni telefoniche, sequestri di droga e denaro e testimonianze di collaboratori di giustizia.
Obiettivo del processo
Il processo attuale rappresenta un’importante tappa nella lotta alla criminalità organizzata a Napoli con l’obiettivo di smantellare il cartello criminale che ha seminato il terrore nella città per anni e di portare alla giustizia i suoi membri.
Le richieste di condanna dettagliate
Di seguito le richieste di condanna per gli imputati coinvolti nel processo in corso.
