Un GPS nel carico dalla Spagna: scoperta la nuova rotta della marijuana verso Napoli

A Napoli scoperto un GPS nascosto in un frigorifero Coca Cola per monitorare un carico di droga da Barcellona a Ponticelli.

Napoli – Un localizzatore GPS occultato all’interno di un frigorifero marchiato “Coca Cola” per controllare, passo dopo passo, un carico di droga partito da Barcellona e arrivato in un deposito di via Mario Pilati, a Ponticelli.

È uno dei particolari emersi nell’operazione della Squadra Mobile di Napoli che ha portato al sequestro di circa 43 chili di marijuana e all’arresto di tre persone.

In manette sono finiti Roberto Pinto, 31 anni, in passato ritenuto vicino ad Alessandro Giannelli (ras dell’area Cavalleggeri d’Aosta) e oggi indicato come contiguo agli ambienti del clan Cutolo del rione Traiano; Massimo De Martino, 52 anni, residente in via Oronzio Costa; e Marco Scognamiglio, 39 anni, di San Giorgio a Cremano.

I tre, tutti con precedenti di polizia anche specifici, sono accusati di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Il blitz è scattato giovedì mattina dopo una segnalazione ricevuta nei giorni precedenti da una fonte confidenziale, che avrebbe fornito indicazioni non solo sul modus operandi, ma anche sul giorno della consegna.

Sul posto sono intervenuti i Falchi della Mobile: De Martino è stato trovato con una bolla di accompagnamento relativa a un collo di 300 chili proveniente da Barcellona e con una chiave. All’interno della sua auto, gli agenti hanno poi rinvenuto 41 buste di marijuana per un peso complessivo di circa 43 chili.

Durante i controlli nel deposito, la polizia ha individuato su una pedana un distributore di bevande con scritte in lingua spagnola: la droga, secondo gli investigatori, era nascosta proprio all’interno dell’apparecchio.

Scognamiglio è stato trovato con 8.800 euro in contanti, mentre Pinto aveva addosso 1.500 euro in banconote di vario taglio.

Un ulteriore elemento è emerso dalla perquisizione del 31enne: nelle tasche di Pinto gli agenti hanno trovato la chiave del vano ricavato nel frigorifero e un GPS che, stando agli accertamenti, fino a pochi minuti prima era fissato al carico (circostanza confermata dal nastro adesivo ancora presente). Scognamiglio, invece, avrebbe curato materialmente il trasporto.

Dalle verifiche effettuate nell’immediatezza è emerso inoltre che su uno dei due telefoni sequestrati a Pinto era installata un’app collegata a un tag (AirTag), grazie alla quale sarebbe stato monitorato l’intero viaggio della spedizione dalla Spagna a Napoli. I tre indagati sono stati trasferiti nel carcere di Poggioreale in attesa dell’udienza di convalida: Pinto è assistito dall’avvocato Antonio Abet, De Martino dall’avvocato Andrea Lucchetta.

Le indagini proseguono per chiarire provenienza e destinazione finale dello stupefacente. Gli investigatori ritengono che la marijuana fosse destinata alle piazze di spaccio dell’area “44”, nel rione Traiano.

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Fonte REDAZIONE

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