Brusciano, l’escalation della violenza: esplode un ordigno sotto l’auto di un uomo di 39 anni, una comunità in allerta.

A Brusciano un boato interrompe la quiete notturna: la tensione criminale è tornata #Brusciano #Sicurezza

Nel cuore della notte, a Brusciano, un fragoroso boato ha squarciato il silenzio, portando con sé un’afa di paura e inquietudine tra i residenti. Era un sabato, il 17 gennaio, quando un ordigno rudimentale, posizionato sotto una stagnante Fiat Panda in via Giordano Bruno, è esploso, ridestando nell’animo degli abitanti echi di violenza mai del tutto sopiti.

L’auto, di proprietà di un uomo di 39 anni, fin qui ignoto alle cronache e alle forze dell’ordine, si è trasformata in un involontario strumento di un messaggio inquietante. Nonostante l’esplosione non abbia causato feriti o danni agli edifici circostanti, il segnale inviato è inequivocabile: nel Napoletano, le tensioni tra le cosche tornano a farsi sentire, intensificando un clima di paura che sembra essere una costante in questa comunità.

L’ombra della Camorra si allunga di nuovo

Non ci è voluto molto perché i Carabinieri del Nucleo Operativo di Castello di Cisterna arrivassero sul luogo dell’esplosione. I rilievi tecnici si sono protratti per ore, con gli agenti intenti a svelare le tracce lasciate dall’attentato. Anche se il proprietario del veicolo vanta un passato pulito, gli investigatori considerano varie ipotesi: da tentativi di estorsione a segnali indirizzati a chiunque fosse anche solo vicino all’uomo.

Questo episodio si inserisce in un contesto di instabilità crescente, non solo per Brusciano ma per i comuni limitrofi come Acerra e Marigliano. Negli ultimi mesi, la zona ha visto un preoccupante incremento di violenza, il cui eco risuona nei colpi di arma da fuoco che hanno colpito saracinesche e abitazioni, rinnovando la guerra per il controllo del territorio.

Un territorio sotto attacco

Le modalità dell’attentato richiamano alla mente una strategia di tensione già osservata in diversi episodi precedenti, in particolare nel quartiere “219”, epicentro delle dinamiche criminali. L’intento è di riaffermare un dominio, mostrando una potenza d’azione costante, nonostante le operazioni delle forze dell’ordine e i recenti arresti di figure chiave.

In questo clima di incertezza, le indagini sono ora concentrate sulle registrazioni delle telecamere di sorveglianza, con la speranza di risalire ai responsabili dell’azione, che agivano avvolti dall’oscurità della notte. Resta, quindi, la sensazione di una comunità che, ancora una volta, si trova ad affrontare il peso di una guerra che pare non avere fine, costringendo gli abitanti a vivere con la trepidazione di un nemico invisibile.

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