Napoli, assolti due alti ufficiali della Guardia Costiera per accuse di peculato

Tribunale Militare di Napoli assolve due alti ufficiali della Guardia Costiera da accuse di peculato

Il Tribunale Militare di Napoli ha emesso una sentenza di assoluzione per due alti ufficiali del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, accusati di peculato militare. Gli imputati, l’Ammiraglio Ispettore Capo Nunzio Martello, in congedo, e il Capitano di Vascello Sergio Lo Presti, sono stati prosciolti perché il fatto non sussiste, al termine di un processo di primo grado iniziato nel marzo 2025.

Martello e Lo Presti erano stati chiamati in giudizio per presunte irregolarità nell’utilizzo di risorse militari. Secondo le accuse mosse dalla Procura militare, Martello avrebbe utilizzato impropriamente velivoli e autovetture del Corpo. Lo Presti, che rivestiva un ruolo decisionale sull’impiego di questi mezzi, era imputato di peculato aggravato in concorso per aver autorizzato trasferimenti aerei e terrestri di Martello, tra l’aeroporto militare di Pratica di Mare, Catania Fontanarossa e un domicilio privato, rappresentandoli come esigenze istituzionali.

Il processo si è svolto dinanzi al collegio giudicante presieduto dal dott. Filippo Verrone, presidente della Prima Sezione del Tribunale Militare di Napoli, con i giudici a latere dott.ssa Alba Francesca Zoppoli e il Generale di Corpo d’Armata Angelo Michele Ristuccia. Durante l’udienza, il Pubblico Ministero dott. Alfredo Tammaro ha esposto le sue richieste, ma il tribunale ha optato per l’assoluzione.

Nel corso del dibattimento, gli avvocati difensori hanno contestato le accuse. L’avvocato Attilio Floresta, per Martello, e l’avvocato Michela Scafetta, per Lo Presti, hanno sostenuto l’insussistenza delle condotte contestate, basandosi su elementi emersi durante le udienze. Il procedimento, avviato nel marzo 2025, ha visto l’esame di prove relative all’impiego dei mezzi militari.

Questa sentenza rientra nelle competenze del Tribunale Militare di Napoli, che gestisce i reati militari nelle regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, come da norme sull’ordinamento giudiziario militare. La decisione sottolinea il ruolo della giurisdizione militare nel garantire i principi di disciplina e integrità nelle forze armate.

Al momento, non sono stati segnalati sviluppi ulteriori dalle fonti ufficiali, tra cui la Procura militare e il Tribunale. In caso di appello da parte del Pubblico Ministero, il caso potrebbe proseguire in secondo grado, ma secondo una prima ricostruzione basata sugli atti processuali, l’assoluzione appare definitiva al livello attuale.

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