Scampia, il ribaltamento di potere allo Chalet Bakù: dai Notturmo ai Raia, secondo le indagini
Napoli, area nord. Lo Chalet Bakù di Scampia, un centro di spaccio attivo per anni, è stato teatro di un cambio di controllo interno ai clan locali, culminato con l’ascesa dei fratelli Raia. Secondo l’ordinanza cautelare firmata dal gip Gabriella Logozzo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), il passaggio di potere si è verificato tra il 2018 e il 2019. Le ricostruzioni si basano sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Luigi Rignante e Salvatore Roselli, che hanno contribuito all’arresto di 15 esponenti del clan.
Prima del 2017, lo Chalet Bakù era sotto il controllo di Raffaele Notturmo, fratello di Vincenzo e Gennaro, come riportato da Rignante nelle sue testimonianze. Rignante ha descritto una gestione stabile fino al ritorno in libertà dei fratelli Raia: Costantino, Patrizio, Francesco e Antonio. Inizialmente, i due gruppi tentarono una coabitazione, dividendosi i lotti della piazza di spaccio, con i Raia sul lato via Ghisleri e i Notturmo su via Fratelli Cervi.
Secondo una prima ricostruzione di Rignante, confluita nell’ordinanza, il conflitto nacque da accuse di cattiva gestione. I Raia imputarono a Raffaele Notturmo e al figlio Nicola, poi ucciso, errori nella conduzione degli affari, inclusa la mancata assistenza ai detenuti. Questo portò a una frattura, con i Raia sostenuti dagli Amato-Pagano e dagli Abbinante.
Rignante ha riferito di confidenze ricevute da Raffaele Abbinante, indicando i Raia come parte integrante del cartello Amato-Pagano. Nel suo memoriale del settembre 2021, Rignante delineò l’organigramma delle piazze di spaccio di Scampia, posizionando lo Chalet Bakù come sito centrale. Ha descritto un “passaggio di consegne coatto”, favorito dalla forza numerica dei Raia e dal legame con gli Abbinante, rafforzato da vincoli familiari.
Salvatore Roselli, in una dichiarazione che rinforza le indagini, ha collocato gli eventi tra il 2018 e il 2019. Roselli ha affermato che i Raia, insieme ad Armando Ciccarelli, sostituirono Notturmo per ragioni di inefficienza e comportamenti ostili. Secondo Roselli, l’ostilità poteva sfociare in violenza, ma lui stesso intervenne per evitarla, argomentando il rischio di pentimenti.
I Raia operavano in modo autonomo ma alleato con gli Amato-Pagano, come specificato da Roselli. Non pagavano quote fisse, ma dovevano supportarsi a vicenda e rifornirsi preferibilmente da quel cartello. Inoltre, avevano l’obbligo di assistere i detenuti affiliati, un elemento chiave del sistema camorristico.
Nel 2020, durante la pandemia, Patrizio e Costantino Raia furono arrestati in un’operazione antidroga, secondo Roselli. Francesco Raia, detto Ciccio, ne assunse il controllo, ma in seguito fu sostituito da figure come Diano Luigi e De Cicco Alessandro, che gestirono i debiti accumulati. Roselli riportò voci dal carcere su questa transizione, inclusa una lettera di Patrizio Raia che lamentava la perdita del territorio.
L’ordinanza evidenzia anche aspetti operativi: lo Chalet Bakù (Lotto T) e l’Oasi del Buon Pastore (Lotto R) erano piazze storiche. In caso di controlli delle forze dell’ordine, le attività si spostavano per adattarsi. Roselli citò un episodio personale, come il pagamento del funerale della madre da parte di Francesco Raia, a indicare legami stretti.
Le indagini, supportate dalle testimonianze di Rignante e Roselli e coordinate dalla DDA e dai Carabinieri, hanno portato a 15 arresti negli ultimi giorni. Al momento, gli inquirenti continuano a verificare le dinamiche descritte, con possibili sviluppi legati a ulteriori testimonianze e operazioni sul territorio. La procura di Napoli monitora attentamente l’evoluzione delle alleanze criminali a Scampia.
