Indagini chiuse nel Caso Sangiuliano: l’audio rubato archivia le verifiche

Indagini si stringono nel “caso Sangiuliano”: Avviso di conclusione per Boccia e Tarallo a Roma

A Roma, la Procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a Maria Rosaria Boccia e al giornalista Carlo Tarallo. I due sono accusati di diffusione di informazioni relative alla vita privata dell’ex Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Gli sviluppi emergono da un’inchiesta avviata nel 2025, che ha coinvolto registrazioni audio e presunte pressioni personali.

Secondo una prima ricostruzione della Procura di Roma, al centro delle accuse c’è un file audio del 26 agosto 2025. Il sostituto procuratore Barbara Trotta sostiene che Boccia, imprenditrice di Pompei, abbia registrato una conversazione privata in cui Sangiuliano ammetteva una relazione sentimentale. La Procura afferma che la registrazione non è stata casuale: Boccia avrebbe esercitato pressioni minacciando di divulgare i dettagli sui social e sui media. Tarallo, invece, è accusato in concorso di aver contribuito alla diffusione di questi elementi sensibili, che riguardavano non solo Sangiuliano ma anche la sfera privata della sua ex moglie.

La vicenda ha origine da una serie di eventi iniziati nell’estate del 2025. Tutto è partito dalla mancata nomina di Boccia come “consigliera per i grandi eventi” al Ministero della Cultura. In seguito, Boccia ha avviato una campagna sui social network, pubblicando foto di trasferte istituzionali, documenti riservati e immagini dal Ministero. Secondo l’esposto presentato da Sangiuliano, questi azioni hanno escalato in comportamenti persecutori.

Nel settembre 2025, Sangiuliano ha rassegnato le dimissioni dopo un’intervista al TG1, in cui ha ammesso il legame affettivo ma negato qualsiasi abuso di fondi pubblici. Da quel momento, il caso si è esteso a ulteriori filoni d’inchiesta. La Procura di Roma indaga anche su accuse di stalking, lesioni e diffamazione nei confronti di Boccia, basate su un esposto dello stesso Sangiuliano. I referti medici citati nei documenti investigativi indicano un presunto episodio di aggressione fisica.

Le indagini, condotte dai carabinieri e coordinate dalla Procura, hanno raccolto elementi da testimonianze e prove digitali. Testimoni, tra cui fonti vicine al Ministero, hanno contribuito a delineare il quadro, anche se alcuni dettagli rimangono da verificare in sede processuale.

Ora, le difese hanno tempo fino a 20 giorni per rispondere. L’avvocato Francesco Di Deco rappresenta Boccia, mentre Maurizio Capozzo assiste Tarallo. Potranno presentare memorie, nuovi documenti o richiedere interrogatori. Intanto, un’udienza preliminare è fissata per lunedì a Roma, relativa al filone principale su stalking e lesioni. Questa data potrebbe decidere se Boccia affronta un processo per le accuse di violenze e persecuzioni.

Le indagini continuano, con possibili sviluppi legati a ulteriori verifiche sulle prove. La Procura di Roma non ha escluso approfondimenti su altri aspetti del caso. @(c) RIPRODUZIONE RISERVATA – Fonte: Procura di Roma e redazioni specjalizzate.

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