A Ponticelli, Jlenia Musella uccisa da ferita all’aorta di un millimetro

Omicidio a Napoli: Fratello accusato di aver ucciso la sorella con una coltellata

Napoli, 4 febbraio – Jlenia Musella, 22 anni, è stata uccisa dal fratello Giuseppe Musella, 28 anni, con una coltellata alla schiena nel rione Conocal. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, una lesione di appena un millimetro all’aorta ha provocato un’emorragia letale, mettendo fine alla vita della giovane nel tardo pomeriggio.

Le esequie di Jlenia si terranno oggi alle 16:30 nella chiesa della Sacra Famiglia al rione Luzzatti. Giuseppe Musella rimane in carcere, indagato per omicidio volontario aggravato, come confermato dall’udienza di convalida del fermo.

L’esame autoptico, svolto in concomitanza con l’udienza, ha evidenziato che la morte è stata causata da una piccola lesione all’aorta, considerata sufficiente per un’emorragia fatale. Fonti mediche legali, citate nel verbale, hanno anche rilevato una ferita al polmone, ma questa non è stata giudicata determinante al decesso. Il quadro completo attende il deposito della relazione medico-legale, previsto entro 60 giorni dalla procura di Napoli.

La difesa di Giuseppe Musella, rappresentata dagli avvocati Andrea Fabozzo e Leopoldo Perone, ha commentato i risultati preliminari. Il legale Fabozzo, basandosi sulle osservazioni del consulente presente all’autopsia, ha sostenuto che la ferita potrebbe essere stata provocata dal lancio di un coltello, e non da un’arma impugnata. “Per una compatibilità definitiva, è necessario attendere tutti gli accertamenti”, ha precisato Fabozzo in una dichiarazione.

Secondo le ricostruzioni della Squadra Mobile di Napoli, l’omicidio è scaturito da una lite familiare. Gli investigatori ritengono che la disputa sia nata quando Jlenia avrebbe ferito un cagnolino a cui il fratello era particolarmente legato. Subito dopo, Giuseppe Musella ha confessato l’accaduto agli agenti, ammettendo di aver scagliato il coltello senza l’intenzione di uccidere. Questa versione è stata ribadita durante l’udienza di convalida.

Il gip Maria Rosaria Aufieri, nel convalidare il fermo, non ha accolto la tesi del lancio del coltello. Nell’ordinanza, il giudice ha motivato che tale dinamica appare improbabile, richiedendo “dosi di freddezza e coraggio incompatibili” con il comportamento successivo dell’indagato. Per il gip, si tratterebbe invece di un colpo sferrato da vicino, aggravando le accuse.

Tra gli elementi valutati dal giudice, figura il tentativo di depistaggio da parte di Giuseppe Musella. Fonti investigative riportano che l’indagato avrebbe cancellato i propri profili social per alterare la ricostruzione dei fatti. Questo comportamento, citato nell’ordinanza, ha contribuito al rigetto della richiesta difensiva di riqualificare il reato come preterintenzionale.

L’ordinanza del gip ha inoltre evidenziato l’omertà nel rione Conocal. Testimonianze e indagini preliminari suggeriscono che alcuni residenti avrebbero protetto l’indagato, ostacolando le verifiche immediate dopo l’omicidio. Tale aspetto, riportato nei documenti giudiziari, complica ulteriormente l’accertamento dei fatti.

Sui social media, sono emersi messaggi di sostegno a Giuseppe Musella. Tra questi, un post su TikTok di Rosaria Scarallo, cognata del boss Antonio D’Amico e figura legata al gruppo criminale “Fraulella” del Conocal. Scarallo, uscita dal carcere lo scorso maggio, ha descritto Musella come un “ragazzo dal grande cuore”, sostenendo che non avrebbe mai inteso fare del male alla sorella. Il contenuto del post, come dichiarato dalla stessa autrice, si basa su conoscenze personali e non su elementi processuali.

Le indagini continuano a esplorare la dinamica dell’episodio e il contesto familiare. La procura di Napoli attende la relazione medico-legale per ulteriori approfondimenti, mentre gli inquirenti valutano eventuali sviluppi legati all’omertà nel quartiere. La vicenda rimane al vaglio, con possibili impatti sulla comunità locale.

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