A Napoli, violenze tra minori continuano nonostante decreto Caivano

Violenza minorile a Napoli: Aumentano i reati nonostante le misure repressive

A Napoli, la Procuratrice del Tribunale per i minorenni, Patrizia Imperato, ha denunciato un persistente aumento della violenza tra i giovani, nonostante l’introduzione del Decreto Caivano più di un anno fa. Secondo le sue dichiarazioni rilasciate ai microfoni di Tgr Campania, i reati non solo continuano, ma diventano più brutali, coinvolgendo adolescenti in atti come accoltellamenti e sparatorie nel centro urbano.

Imperato, in qualità di Procuratrice, ha evidenziato come le misure repressive, incluse le sanzioni economiche dirette alle famiglie, non stiano arginando il fenomeno. Il Decreto Caivano, approvato per inasprire le pene, mirava a ridurre l’impunità percepita dai minori. Tuttavia, secondo la sua analisi, questo ha generato un cambiamento psicologico, con i giovani che sviluppano un senso di superiorità, convinti di poter sfuggire alle conseguenze anche in caso di arresto.

Le strade del centro di Napoli sono ora teatro di reati più gravi. Secondo la ricostruzione fornita da Imperato, non si tratta solo di furti minori, ma di eventi violenti come omicidi, tentati omicidi e aggressioni sessuali. “È aumentato il numero dei reati e ne è peggiorata la qualità”, ha dichiarato la Procuratrice, sottolineando come questi episodi avvengano con una spregiudicatezza operativa in zone affollate.

Dietro questi atti, emerge un quadro di fragilità sociale. Imperato ha indicato come la spavalderia dei ragazzi nasca da un vuoto affettivo. Molti adolescenti, secondo le sue osservazioni, cercano visibilità attraverso il crimine a causa di disinteresse familiare e carenze nel sistema scolastico. “Questi giovani provano a superare l’abbandono emotivo, che si ripete anche a scuola dove insegnanti si sentono poco tutelati”, ha spiegato.

Il nuovo Decreto Sicurezza introduce ulteriori sanzioni, con multe dai 200 ai 1.000 euro per i genitori che non vigilano sui figli armati. Secondo fonti della Procura, questa misura mira a responsabilizzare le famiglie, ma gli effetti reali sono ancora incerti. Imperato non ha fornito valutazioni definitive, limitandosi a descrivere il contesto attuale.

Le indagini sulla violenza minorile in Campania proseguono, con le autorità come i Carabinieri e la Polizia impegnate in operazioni di monitoraggio. Al momento, non sono disponibili dati ufficiali aggiornati, ma gli sviluppi potrebbero includere ulteriori riforme educative per affrontare le cause profonde del fenomeno. La Procura di Napoli continua a collaborare con istituzioni locali per valutare l’impatto delle nuove norme.

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