Udienza al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere: Analizzati i presunti errori nella morte di Francesco Di Vilio
A Santa Maria Capua Vetere, presso il Tribunale locale presieduto dal giudice Sergio Enea, si è svolta oggi un’udienza durata circa quattro ore per esaminare i possibili errori medici legati alla morte di Francesco Di Vilio, 45enne deceduto il 1° gennaio 2022. Al centro del processo, il chirurgo bariatrico Stefano Cristiano, imputato per omicidio colposo.
Durante l’udienza, il professor Bruno Di Filippo, ordinario di Chirurgia all’Università Federico II di Napoli e consulente tecnico della Procura, ha fornito una testimonianza dettagliata. Secondo la ricostruzione del professore, le responsabilità del dottor Cristiano riguarderebbero principalmente la gestione post-operatoria. In particolare, il trasferimento di Di Vilio dalla Clinica Villa del Sole di Caserta all’Ospedale Cardarelli di Napoli sarebbe avvenuto con un ritardo che ha aggravato le complicanze.
Di Filippo ha esaminato la cartella clinica del paziente, rispondendo alle domande del pubblico ministero Anna Ida Capone, degli avvocati difensori di parte civile Gaetano e Raffaele Crisileo, del legale della Clinica Villa del Sole Ferdinando Trasacco e del difensore dell’imputato Massimo Damiani. La testimonianza ha delineato un quadro clinico complesso, focalizzandosi sulle procedure seguite dopo tre interventi chirurgici ravvicinati eseguiti da Cristiano.
Francesco Di Vilio era stato sottoposto a questi interventi presso la Clinica Villa del Sole. Secondo quanto emerso in aula, le complicanze post-operatorie, tra cui una successiva necrosi degli organi interni, non sono state affrontate con la tempestività necessaria. Di Vilio è stato poi trasferito d’urgenza al Cardarelli, dove è deceduto.
Il processo coinvolge anche il caso di Angela Iannotta, una paziente che ha subito due bypass gastrici dallo stesso chirurgo. Iannotta ha sviluppato una necrosi multiorgano, finendo in coma. In base alle informazioni fornite dal consulente della Procura, è sopravvissuta grazie a un intervento durato nove ore al Secondo Policlinico di Napoli, eseguito dal professor Francesco Corcione. Cristiano è accusato di lesioni colpose gravissime e falso in relazione a questo episodio.
Prima di questo processo, il dottor Stefano Cristiano è stato condannato a due anni di reclusione dal Tribunale di Nola, con sentenza emessa dal giudice Zingales. La condanna riguarda l’omicidio colposo di Raffaele Arcella, un 29enne deceduto dopo un bypass gastrico presso la Clinica Trusso di Ottaviano. Questo precedente è stato menzionato in aula come elemento contestuale, secondo quanto riferito dalle parti coinvolte.
Le indagini continuano. La prossima udienza è fissata per il 23 marzo, quando il professor Gaetano Buonocore, medico legale, fornirà ulteriori dettagli sulla morte di Di Vilio. Successivamente, il Tribunale esaminerà approfonditamente il caso Iannotta, completando il quadro probatorio contro l’imputato.
@RIPRODUZIONE RISERVATA – Fonte: Redazione, basato su testimonianze del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e documenti processuali.
