Camorra, il boss Angelo Gagliardi continuava a comandare anche dal carcere di Fuorni

Operazione contro il clan Gagliardi: arresti e riorganizzazione della camorra a Mondragone

Mondragone, 5 ottobre 2023 – Nella mattinata di oggi, la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha condotto un’operazione di vasta portata che ha portato all’arresto di venticinque esponenti del clan Gagliardi, noto per la sua storica presenza nel territorio e le attività illecite, fra cui estorsioni e traffico di stupefacenti. Al vertice di questa organizzazione, secondo le indagini, si trova Angelo Gagliardi, alias “Mangianastri”, già condannato per associazione mafiosa.

L’inchiesta, avviata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha inizialmente mostrato contorni circoscritti, ma si è successivamente evoluta grazie a intercettazioni e testimonianze che hanno rivelato la complessità e la pericolosità della rete criminale. La struttura del clan Gagliardi, emersa con chiarezza, risulta ben consolidata, con un’organizzazione gerarchica e una divisione dei ruoli ben definita.

La figura di Angelo Gagliardi

Classe 1954, Angelo Gagliardi è considerato il promotore di un clan che, dopo lo scioglimento del gruppo La Torre, ha recuperato potere nel territorio. La sua reputazione trasmette intimidazione, e il suo nome continua ad esercitare un’influenza significativa fra i membri della comunità. In particolare, il clan ha fatto registrare episodi di estorsione, il più recente coinvolgente un certo Sergio, costretto a versare una somma di denaro per “risolvere un grosso guaio” legato ad un familiare del boss.

La struttura dell’organizzazione

Il clan Gagliardi non si presenta come un gruppo improvvisato, ma risulta ben organizzato. Accanto a Gagliardi operano suoi fidati collaboratori come Antonio Bova, in qualità di organizzatore, insieme ad altri affiliati come Alessandro Martino e Guido Migliore. Questo gruppo ha dimostrato una capacità di controllo delle attività illecite e di sostegno economico per le famiglie dei detenuti.

Gli arresti e l’evoluzione delle indagini

L’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari, Maria Laura Ciollaro, ha portato all’arresto di tredici membri del clan in carcere, con ulteriori cinque agli arresti domiciliari e tre con obbligo di dimora. Gli accertamenti dei Carabinieri e della Polizia continuano a seguire tensioni e attività del sodalizio, evidenziando che i comportamenti illeciti contestati si sono verificati lungo un arco temporale che va da settembre 2023 a maggio 2024, dimostrando una rigenerazione della camorra.

Conclusione e sviluppi futuri

Questa operazione rappresenta un colpo significativo per il clan Gagliardi, ma evidenzia anche la resilienza della criminalità organizzata a Mondragone. Le indagini proseguono, con l’intento di smantellare un’organizzazione che ha dimostrato di sapersi adattare ai cambiamenti, mantenendo viva una memoria criminale che perdura nel tempo.

Secondo quanto comunicato dagli inquirenti, la lotta alla camorra continua a richiedere un impegno costante e coordinato, con l’auspicio di interrompere definitivamente il ciclo di violenza e intimidazione che ha caratterizzato la vita di Mondragone.

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