Un pomeriggio drammatico si è registrato nel centro storico di Napoli, precisamente nella zona di Montesanto. Francesco Bianco, un diciottenne e figlio della nota tiktoker Rita De Crescenzo, è stato vittima di un’aggressione avvenuta ieri intorno alle 15:00.
Il giovane si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini accompagnato da un amico, lamentando una ferita da arma da taglio alla gamba. I medici lo hanno sottoposto alle necessarie cure e dimesso dopo alcune ore con una prognosi di sette giorni.
Attualmente, la Polizia di Stato sta indagando sull’incidente. I dettagli dell’aggressione restano nebulosi, in parte a causa della reticenza del giovane a fornire informazioni agli investigatori. Secondo le prime ricostruzioni, l’accoltellamento sarebbe avvenuto tra i vicoli della zona, ma la mancanza di dettagli ha complicato il lavoro della polizia.
Gli agenti stanno esaminando le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presente nell’area per tentare di identificare i responsabili e chiarire le dinamiche dell’accaduto. Le autorità non escludono alcuna pista e stanno prestando particolare attenzione alle tensioni sociali che da tempo caratterizzano il centro città, in particolare tra i Quartieri Spagnoli e il Pallonetto di Santa Lucia.
Non è la prima volta che Francesco Bianco appare nelle cronache locali. Nel 2024, infatti, era stato rintracciato dopo un allontanamento dalla comunità in cui era stato collocato su disposizione dei servizi sociali, originato da problemi di dispersione scolastica. Questa decisione aveva scatenato forti polemiche, alimentate dalla madre, Rita De Crescenzo, che aveva criticato pubblicamente le scelte delle autorità.
La tiktoker aveva utilizzato i social per denunciare un presunto trattamento ingiusto, dando vita a un dibattito acceso che aveva coinvolto magistrati e forze dell’ordine. La narrazione del caso aveva evidenziato una sorta di sfida aperta alle istituzioni, creando un clima di forti contrasti tra i sostenitori e i detrattori della sua posizione.
Oggi, a distanza di mesi, il nome della famiglia torna nuovamente al centro dell’attenzione a causa di un episodio violento ancora in fase di chiarimento. Le indagini in corso dovranno stabilire se si sia trattato di un’aggressione legata a motivazioni personali o se siano presenti fattori più complessi. Le risposte, per ora, rimangono affidate alle attività investigative della Polizia di Stato.
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Secondo una prima ricostruzione, il cuore non è stato trasferito in una borsa medica ad alta tecnologia, bensì in un "comune" contenitore di plastica rigida. Questo particolare ha alimentato le preoccupazioni degli inquirenti, che hanno già disposto il sequestro del contenitore da parte dei Carabinieri del Nas di Napoli, sotto la supervisione del pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e del procuratore aggiunto Antonio Ricci.