Estorsione camorristica a Sant’Antimo: il pizzo anche per il concerto di Gigi Finizio nel 2017

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Operazione Anticamorra: Misure Cautelari per 14 Persone Legate ai Clan di Napoli Nord

I carabinieri, in coordinamento con la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli, hanno eseguito misure cautelari nei confronti di 14 individui ritenuti legati ai clan camorristici Puca, Verde e Ranucci, attivi nel nord di Napoli. L’operazione ha interessato i comuni di Sant’Antimo, Sant’Arpino, Casandrino e Grumo Nevano.

Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari (gip) del Tribunale di Napoli, si basa su un dicastero accusatorio che evidenzia episodi di estorsione e tentate estorsioni, insieme a una presunta disponibilità di armi e a un sistema di controllo territoriale caratterizzato da intimidazioni.

Cooperazione tra Clan: La “Cassa Comune”

L’ordinanza del gip descrive un’alleanza tra i tre gruppi camorristici, la quale avrebbe previsto la suddivisione delle aree di influenza e una gestione congruente delle entrate illecite. Come riportato nel documento, è emerso un “cappello”, definito una cassa comune, in cui sarebbero confluite le somme provenienti dalle estorsioni e successivamente ripartite tra i sodalizi.

Un Caso di Estorsione Legato a un Concerto

Particolarmente significativo è l’episodio del 30 dicembre 2017, relativo a un concerto di Gigi Finizio a Sant’Antimo. Intercettazioni ambientali hanno rivelato una conversazione fra Domenico Ranucci e Antonio Picciulli, in cui si discuteva una richiesta estorsiva di 3.000 euro agli organizzatori, accompagnata dalla minaccia di sostituire la performance dal vivo con musica registrata.

Nel dialogo si fa riferimento a una “penalità” di 30.000 euro che sarebbe scattata se l’artista non avesse cantato, un elemento che avrebbe aumentato la pressione sugli organizzatori. “Ci devi dare 5.000 euro o mettete lo stereo,” si legge in una delle intercettazioni, evidenziando il meccanismo di estorsione.

Dettagli Che Ritraggono un Clima di Prepotenza

Ulteriori dettagli emersi dalle intercettazioni descrivono un contesto di intimidazione, con riferimenti a situazioni concitate e beni presi illecitamente durante questo evento. Tali elementi, sebbene non centrali nell’accusa, rafforzano il quadro di un modus operandi consolidato tra i gruppi camorristici.

Estorsioni in Diversi Settori

Il caso del concerto si inserisce in un panorama più ampio di estorsioni nei confronti di commercianti e imprenditori della zona, come documentato nell’ordinanza. Gli inquirenti sottolineano che il sistema di imposizione del pizzo e il controllo del territorio sono riconducibili alle organizzazioni criminali citate.

Le indagini proseguono, mentre si attende un ulteriore sviluppo della situazione da parte della Procura di Napoli.

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