Un presunto abuso in una struttura sanitaria a Pozzuoli ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un operatore socio-sanitario. L’uomo è gravemente indiziato di violenza sessuale pluriaggravata ai danni di una minorenne ricoverata.
Il provvedimento è stato firmato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli. Le indagini sono state condotte dalla IV Sezione, con l’esecuzione della misura a cura dei Carabinieri della stazione di Monte di Procida.
L’indagine è iniziata in seguito alla denuncia della giovane vittima, che ha raccontato agli investigatori di aver subito abusi durante il periodo di degenza. Secondo le ricostruzioni preliminari, l’operatore avrebbe sfruttato la condizione di fragilità fisica e psicologica della ragazza, portando avanti le violenze in modo ripetuto.
Il quadro indiziario si è delineato attraverso verifiche investigative, analisi di dispositivi informatici, accesso a contenuti digitali e dichiarazioni di testimoni. Questi elementi hanno convinto il giudice a ritenere sussistenti gravi indizi di colpevolezza e un concreto rischio di reiterazione del reato, motivando così la custodia cautelare.
L’incidente ha suscitato preoccupazione, dato che si è verificato in un contesto sanitario. In tali ambienti, la vulnerabilità dei pazienti richiede una protezione massima. La presunta vittima, trovandosi in una condizione di fragilità, avrebbe reso ancora più grave l’abuso di posizione da parte di chi era incaricato di assistenza e protezione.
La violazione della fiducia che caratterizza il rapporto tra operatori e pazienti, se confermata, trasforma un luogo di cura in un teatro di violenza inaccettabile. Le strutture sanitarie sono frequentemente considerate rifugi temporanei da parte dei pazienti, che spesso si trovano ad affrontare momenti di vulnerabilità.
Il danno di una rottura di tale fiducia non ricade solo sulla singola vittima, ma coinvolge l’intera comunità, minando la percezione di sicurezza in luoghi che dovrebbero garantire assistenza. Le indagini proseguono e il caso sarà oggetto di ulteriori sviluppi nel corso del processo.
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Fonte: REDAZIONE
