Blitz a Scampia: smantellato traffico di droga tra Vanella Grassi e clan calabresi

Operazione dei Carabinieri a Scampia: Decapitato il clan Vanella Grassi

Napoli – All’alba di oggi, il silenzio delle Vele di Scampia è stato interrotto da un’operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. L’operazione ha portato all’esecuzione di misure cautelari contro esponenti del clan Vanella Grassi, noti come i “Girati”, coinvolti in una faida protrattasi negli anni.

Il provvedimento firmato dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli ha messo in luce un vasto quadro di criminalità organizzata, con accuse che includono associazione a delinquere di stampo mafioso, rapine, detenzione di armi da guerra e controllo delle piazze di spaccio. Questi reati, aggravati dal “metodo mafioso”, testimoniano la violenza persistente nei quartieri di Secondigliano e limitrofi.

Un elemento significativo emerso dall’ordinanza è il forte legame tra i Vanella Grassi e la ‘ndrina Nirta-Strangio di Reggio Calabria. Alcuni dei destinatari delle misure cautelari hanno legami diretti con la cosca calabrese, che ha contribuito a trasformare Scampia in un punto nevralgico per lo smistamento di carichi di cocaina a livello nazionale.

L’inchiesta ha messo in risalto la resilienza del clan Vanella Grassi, che, nonostante i ripetuti interventi delle forze dell’ordine, continuava a esercitare una pressione significativa sul territorio. Era evidenziato un costante rafforzamento della propria organizzazione, volta a difendere i confini da competitor rivali.

Le indagini, condotte dalla DDA di Napoli e Reggio Calabria, rivelano interconnessioni storiche e recenti tra il clan Vanella Grassi e le cosche calabresi. Ad esempio, l’operazione “Edera” ha mostrato come i Vanella Grassi siano diventati un “terminale commerciale” della droga importata dalle cosche di San Luca. I calabresi, grazie ai loro rapporti con i cartelli sudamericani, servono come produttori, mentre i “Girati” gestiscono la distribuzione locale.

Inoltre, sono emersi summit tra rappresentanti del clan e mediatori calabresi che non si sono limitati a Napoli, ma si sono estesi anche in Lombardia. Qui, le due organizzazioni hanno trovato opportunità di collaborazione, offrendo servizi logistici e garanzie sui pagamenti in un mercato caratterizzato da dinamiche competitive.

Con la scissione dai Di Lauro, il clan ha cercato di affermare la propria indipendenza, stringendo legami strategici con fornitori esterni alle reti napoletane, trovando nei clan di San Luca un partner affidabile per la qualità e l’affidabilità delle forniture.

Infine, le inchieste recenti della DIA suggeriscono anche un’infiltrazione della camorra nel settore imprenditoriale, con particolare riferimento ai servizi di vigilanza, sanificazione e aste giudiziarie, dove la capacità finanziaria calabrese e la forza d’urto napoletana si uniscono, creando un connubio potente e pericoloso.

Le indagini sono in corso, con ulteriori sviluppi attesi nelle prossime settimane.

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