Napoli: Blitz al Rione Sanità, 23 arresti in un’operazione contro la camorra
Napoli – Il Rione Sanità, da sempre teatro di attività illecite, è stato al centro di un’importante operazione della Polizia che ha portato all’arresto di 23 persone e all’emissione di un’ordinanza cautelare che coinvolge 42 indagati. L’operazione, avviata dalla Procura della Repubblica e coordinata dal GIP Simona Capasso, ha colpito duramente il clan Mauro, documentando anni di malavita e di un’intensa rete di complicità.
L’indagine ha rivelato segni di un’organizzazione ben più complessa di una semplice banda. Secondo quanto emerso, il clan Mauro, guidato da Ciro Mauro e dal suo collaboratore Biagio D’Alterio, gestiva il traffico di droga e le estorsioni nel quartiere con un modello operativo simile a quello di un’azienda. I membri del clan venivano pagati con un “stipendio” mensile, il cui ammontare variava in base ai rischi e ai compiti assegnati.
Dalla ricostruzione delle intercettazioni effettuate, è emerso un clima di terrore e sottomissione: i pusher non potevano operare senza l’approvazione del “Sistema”. In caso di inadempienze nel pagamento delle tangenti, le conseguenze potevano essere violente. Il caso di De Matteo Guido e di suo figlio Francesco, cui l’organizzazione aveva sparato contro la casa per costringerli a pagare 1.500 euro, è emblematico della reazione brutale del clan.
Con il declino del clan Mauro, l’indagine ha inoltre rilevato l’emergere di un nuovo gruppo, i Savarese-Pirozzi, che ha iniziato a esercitare il controllo attraverso una presenza militare nel quartiere. Video e intercettazioni hanno documentato attività di pattugliamento armato, con membri del clan pronti a fronteggiare qualsiasi minaccia.
Oltre al traffico di sostanze stupefacenti, i membri del clan erano attivi anche nei furti, utilizzando l’impianto fognario per compiere colpi audaci. Due individui, Vincenzo Nacarlo e Carmine De Cham, sono accusati di numerosi furti, tra cui quello in cui hanno portato via beni per un valore complessivo di oltre 200.000 euro.
La rete del clan si estendeva anche a figure femminili, come Assunta Chiaro e Valentina Peluso, coinvolte nella gestione del denaro e nella distribuzione delle sostanze. L’indagine ha messo in luce un territorio in cui le leggi sono invalidate dalla paura e dalla violenza.
L’operazione rappresenta un’importante fase nel contrasto alle organizzazioni malavitose nel capoluogo campano. Le indagini proseguono, mentre gli inquirenti raccolgono ulteriori informazioni e testimonianze per smantellare completamente la rete criminale al centro del traffico e dell’estorsione nel Rione Sanità.
