Rione Sanità: svelato il patto del traffico di droga tra pusher e rider dello sballo

Rione Sanità: L’Organizzazione del Mercato della Droga

Nel Rione Sanità di Napoli, il mercato della droga è caratterizzato da una gestione monopolistica e rigida, che esclude liberi professionisti e impone costi significativi a chi desidera operare nel settore. Secondo un’ordinanza cautelare firmata dal gip Simona Capasso, il gruppo Savarese, alleato con i Mazzarella, esercita un controllo capillare sulle piazze di spaccio.

Le indagini rivelano un modello d’affari criminale articolato in due principali strati: l’estorsione e il monopolio commerciale. I gestori delle piazze di spaccio sono obbligati a versare una quota fissa, nota come “settimana”, per poter vendere. Inoltre, è imposto l’acquisto esclusivo della droga dalle forniture dell’organizzazione.

Un esempio emblematico è quello di Salvatore Frattini. Pur non essendo soggetto a misura cautelare, egli è stato colto in flagrante a maggio 2021 mentre riceveva rifornimenti dai corrieri del clan. Grazie a pedinamenti dei Carabinieri, è stato accertato che Frattini si riforniva in modo regolare, soprattutto in prossimità del fine settimana.

Nei colloqui intercettati, gli affiliati al clan utilizzano un linguaggio criptico per riferirsi alla droga; termini come “imbasciata” e “una maglietta” sostituiscono la parola “droga”. Un’intervista di una cliente, Giada, ha rivelato come avveniva la quantificazione delle dosi: lo spacciatore le chiedeva di quanti fossero per definire la quantità da vendere.

Salvatore Verdicchio emerge come una figura centrale in questa rete. Titolare di una piazza di spaccio, ha creato un sistema di distribuzione attivo, impiegando “rider” per le consegne. Utilizzando un “telefono dedicato”, coordinava gli approvvigionamenti e le vendite. Alcuni scambi tra lui e i suoi collaboratori, captati dalle forze dell’ordine, rivelano una pianificazione dettagliata delle consegne.

La logistica della rete di Verdicchio è altamente organizzata. I pusher condividono non solo il telefono, ma anche i mezzi di trasporto. Telecamere installate in punti strategici hanno documentato passaggi di droga tra Verdicchio e i suoi collaboratori, dimostrando l’efficienza dell’operazione criminale.

Inoltre, Salvatore Frattini gestiva una piazza di spaccio con l’aiuto di Valentina Peluso e operava senza pagare un pizzo fisso, ma dovendo rifornirsi esclusivamente dal clan. Le indagini hanno mostrato che le comunicazioni tra Frattini e i membri del clan erano frequenti, specialmente nei fine settimana, in preparazione al picco di vendite.

Le operazioni di approvvigionamento coinvolgevano membri di rilievo del clan, tra cui Salvatore Matrone e Vincenzo Peluso. Le indagini, condotte dai Carabinieri, hanno portato a sequestri di droga e all’arresto di clienti in possesso di sostanze stupefacenti acquistate dalla rete di Frattini. Sebbene non sia stata richiesta una nuova misura cautelare, il fascicolo di Frattini rappresenta un elemento cruciale per comprendere il controllo del clan nel Rione Sanità.

Le indagini proseguono, con le forze dell’ordine impegnate a smantellare sistematicamente la rete di spaccio che continua a operare nel quartiere, mantenendo l’attenzione su sviluppi futuri e ulteriori arresti.

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