Arzano: Tensione Crescente dopo l’Omicidio di Armando Lupoli
Arzano, 7 ottobre 2023 – Sabato pomeriggio, un agguato di natura criminale ha portato alla morte di Armando Lupoli, scosso il clima sociale della città. L’omicidio si è verificato in via Mazzini, mentre Lupoli si trovava in auto con la moglie.
Amici e familiari hanno subito iniziato a commemorare la vittima sui social network, ma tra i messaggi, molti contengono frasi cariche di rabbia e riferimenti a possibili ritorsioni, attirando l’attenzione delle forze dell’ordine. Per prevenire ulteriori escalation, diversi profili social sono ora sotto monitoraggio.
Le indagini sono condotte dai carabinieri delle compagnie di Casoria, Castello di Cisterna, Casavatore e Arzano, che stanno esaminando ogni dettaglio dell’agguato. Secondo le prime informazioni, Lupoli sarebbe stato seguito per ore prima di essere colpito. I sicari hanno aperto il fuoco, esplodendo cinque colpi di pistola che hanno colpito Lupoli al volto e al torace. La moglie, seduta accanto a lui, è rimasta illesa.
Ferito, Lupoli ha tentato di fuggire accelerando l’auto, ma la corsa si è interrotta dopo un tamponamento contro veicoli in sosta, culminando in uno schianto contro un cancello e un palo della luce, dove è deceduto.
Le indagini indicano che Lupoli potrebbe essere stato attirato in una trappola: le ogive ritrovate sul luogo dell’omicidio sono state rinvenute a distanza ravvicinata, suggerendo che l’agguato fosse mirato esclusivamente a lui, dato che la moglie non è stata colpita.
Nella zona dell’agguato sono stati segnalati pregiudicati legati ai clan Ferone e Amato-Pagano, attivi tra Arzano e Casavatore. Recenti sviluppi riguardanti i clan hanno mostrato un’inquietante instabilità degli equilibri criminali nell’area nord di Napoli, soprattutto dopo gli arresti che hanno colpito i vertici del gruppo Amato.
Inoltre, a Casavatore, il controllo del territorio è passato a un uomo ritenuto vicino ai Pagano, dopo l’arresto del presunto reggente Salvatore Ferone. Le piazze di spaccio, tra cui quella di piazza 30 Luglio e quella in via Palizzi, rimangono attive, contribuendo alle entrate dei gruppi locali.
Le indagini proseguono senza sosta e, mentre continua il monitoraggio delle minacce sui social, le forze dell’ordine stanno lavorando per sventare possibili ritorsioni e ripristinare la sicurezza nella zona.
