Napoli, scoperto sacco milionario di farmaci salvavita: 17 indagati nell’inchiesta

Furti di Farmaci Oncologici a Napoli: Scoperta una Rete Criminale da Oltre 4 Milioni di Euro

Napoli – Una vasta operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia Napoli-Vomero, sotto l’egida della Procura Distrettuale Antimafia, ha rivelato l’esistenza di un’organizzazione criminale specializzata nel furto di farmaci oncologici. Il valore del bottino, pari a oltre 4 milioni di euro in meno di un anno, ha spinto gli inquirenti ad adottare misure cautelari che coinvolgono 17 persone.

Secondo una prima ricostruzione, il sistema criminoso, definito dalla DDA come un’associazione strutturata, era capeggiato da Alessio Donnarumma e Cristofaro Sacchettino. Entrambi non erano semplici ladri, ma figure strategiche che organizzavano i furti con precisione chirurgica. I due selezionavano le vittime e coordinavano le operazioni, avvalendosi di una talpa interna, Danilo De Angelis, guardia giurata con accesso privilegiato ai reparti di oncologia.

De Angelis, in servizio presso Cosmopol e Team Security, forniva informazioni cruciali, come i turni dei colleghi e la posizione delle telecamere, facilitando così i colpi. In sei mesi di indagini, l’inchiesta ha documentato un’intensa attività criminale iniziata ufficialmente il 26 aprile 2024, culminata il 31 maggio con un furto al Policlinico Federico II, durante il quale la banda ha sottratto farmaci per un valore di 1.420.592 euro.

Il 18 agosto, la banda ha adottato una tecnica innovativa per oscurare le telecamere, sottraendo farmaci per un valore di 561.670 euro. Infine, il 2 settembre, presso il reparto “UMACA”, hanno rubato 684.000 euro in farmaci, abbandonando altri 35.000 euro, rendendoli inutilizzabili per alterazione termica.

Un episodio particolarmente allarmante si è verificato il 10 dicembre 2024, quando Donnarumma ha coinvolto il figlio di 12 anni in un furto al laboratorio “UNICA4”, suggerendo una preoccupante trasmissione dell’attività criminale alla nuova generazione.

Le indagini hanno collegato il caso di Napoli a un furto analogo all’ospedale “Tiberio Eroli” in Calabria, consentendo agli investigatori di delineare un ampio network di operazioni, comprendente sopralluoghi e una rete di ricettatori pronta a immettere i farmaci rubati nel mercato clandestino.

Tra i ricettatori identificati vi sono Vincenzo Carpinelli e Mario Criscuolo, accusati di rivendere farmaci alterati, includendo un caso di vendite di medicinali scaduti, come il Dusport 500. Questa situazione rappresenta una grave minaccia per la salute di pazienti vulnerabili.

Nel complesso, l’indagine ha portato all’emissione di dieci misure cautelari, con tre arresti in carcere e altri tre agli arresti domiciliari. Gli indagati, in totale 17, rivestono ruoli ben definiti nell’organizzazione, spaziando dai promotori ai fiancheggiatori.

Le autorità continuano a indagare in profondità su questa rete criminale, monitorando la situazione per evitare nuovi episodi di furto e prevenire la diffusione di farmaci potenzialmente dannosi sul mercato. Il GIP Enrico Contieri ha sottolineato l’importanza di queste operazioni per salvaguardare la salute pubblica e ristabilire l’ordine nel settore sanitario.

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