Castellammare, avviate indagini per scoprire l’informatore del corriere di iPhone rubati

Rapina da 2,5 milioni di euro a Castellammare: manette per la banda che si spacciava per carabinieri

Il 18 settembre 2024, a Castellammare di Stabia, un gruppo di rapinatori ha condotto un’operazione criminale presentandosi come membri delle forze dell’ordine. L’oggetto del colpo non erano contanti, ma un ingente carico di dispositivi Apple, tra cui 1733 iPhone 16, 455 confezioni di AirPods e 145 Apple Watch, destinati ai megastore locali.

Secondo la Procura di Torre Annunziata, i Carabinieri della Compagnia di Castellammare, guidati dal capitano Giuseppe De Lisa, hanno emesso ordinanze di custodia cautelare nei confronti di quattro uomini: Alfredo Migliaccio (62 anni), Antonio Migliaccio (64), Michele Murolo (60) e Romeo Romano (76). La Procura ritiene che la banda, affermativi provenienti da Casoria e Napoli, non avrebbe potuto realizzare un colpo di tale portata senza un complice interno.

La rapina si è materializzata nel brevissimo arco di tempo di pochi minuti. Il corriere, a bordo di un furgone Doblò Maxi carico, è stato bloccato da una Ford Puma che ha tagliato la strada. Da questo veicolo sono scesi quattro individui con mascherine, cappelli e occhiali scuri, che hanno intimato al conducente di fermarsi mostrando una paletta e impugnando una pistola. Dopo averlo immobilizzato, lo hanno costretto a salire sui sedili posteriori della loro auto, mentre uno di loro si metteva al volante del furgone, facendosi così rapidamente strada verso l’ignoto. L’autista è stato liberato più tardi nelle campagne di Casalnuovo, in buone condizioni ma esausto.

Le indagini, coordinate dal Gip Emanuela Cozzitorto, stanno ora cercando di identificare l’informatore che ha permesso ai rapinatori di ottenere informazioni dettagliate sull’imminente consegna della merce. Due ulteriori soggetti sono attualmente sotto indagine: uno è sospettato di essere stato coinvolto nella pianificazione del colpo, mentre l’altro è considerato un collegamento con il mercato nero, per il quale è stata richiesta una misura cautelare.

Durante le perquisizioni condotte dopo la rapina, i Carabinieri hanno rinvenuto un vero e proprio arsenale: 140.000 euro in contante, 11 chilogrammi di cocaina purissima, oltre a tre pistole e munizioni. Questi elementi indicano che il furto degli iPhone rappresentava solo una parte di un più ampio schema criminale.

Le registrazioni delle telecamere di sorveglianza e i tabulati telefonici stanno fornendo prove cruciali per ricostruire le fasi della pianificazione. Gli investigatori stanno ancora raccogliendo informazioni per comprendere la rete di contatti e appoggi della banda, con l’obiettivo di stroncare definitivamente le operazioni di questo gruppo radicato nel crimine.

Le indagini proseguiranno nelle prossime settimane, mentre la Procura e le forze dell’ordine cercano di fare luce su tutti gli aspetti dell’accaduto.

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