Clan Mazzarella e Licciardi: storici nemici uniti nel traffico digitale per il business illecito

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Napoli, alleanza inaspettata tra clan Mazzarella e Licciardi per frodi bancarie

Una nuova indagine della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli rivela un’evoluzione inquietante nel panorama criminale della città. Questa settimana, un’ordinanza cautelare firmata dal gip Luca Della Ragione ha portato all’arresto di dodici persone e a misure domiciliari per altre quattro, rivelando un’alleanza tra i clan Mazzarella e Licciardi, storicamente rivali.

Questa indagine, non legata ai tradizionali spacci o alle estorsioni, segna un cambiamento radicale: la camorra sta esplorando il settore del cyber-crimine e delle frodi bancarie. Secondo quanto emerso da intercettazioni e indagini, il clan Mazzarella ha dovuto collaborare con il clan Licciardi, che detiene un monopolio sui dati bancari, diventando i broker informatici della città.

Le registrazioni rivelano un linguaggio sorprendentemente tecnologico tra i boss della malavita. Discutono di fidelity card, acquisti online e tassi di conversione come se fossero manager esperti, abbandonando per un momento la violenza tradizionale per adattarsi a metodi più sofisticati.

Il dialogo tra i membri dei clan è caratterizzato da logiche di mercato, con trattative per l’acquisto di carte clonate. Il gruppo Mazzarella, in particolare, mossa da una strategia di investimento, ha cercato di acquisire un pacchetto di 50 carte, ma il fornitore, Gennaro Cuomo, ha imposto condizioni più onerose, imponendo un acquisto di 90 carte al costo di cento euro ciascuna.

Dopo un anticipo di cinquemila euro, restava da saldare il debito di quattromila euro. Le regole operative imposte da Cuomo suggerivano di evitare i grandi centri urbani, preferendo la provincia, dove i controlli sono meno rigorosi. Questa strategia ha portato i Mazzarella a organizzare trasferte nel Nord-Est, come rilevato dagli investigatori.

Il meccanismo del riciclaggio immediato dei proventi attraverso l’acquisto di fidelity card è particolarmente ingegnoso. Cuomo raccomandava di rivendere le carte a un prezzo scontato per monetizzare rapidamente, senza gestire beni fisici, limitando i rischi.

All’interno dell’organizzazione, ruoli ben definiti garantivano una logistica efficiente. Marco Ostroschi, noto come “zAnna bianca”, veniva identificato come l’esecutore, mentre i generi del boss, Evangelista e Salvatore Quintiliano, controllavano le operazioni e monitoravano la sicurezza.

Un aspetto critico emergeva dall’incarico del centralinista, il cui compito era quello di contattare le vittime come finto operatore bancario. Tuttavia, la difficoltà nel reclutare personale per questo ruolo ha costretto l’organizzazione a rimodularsi, considerando di affidare la funzione a Quintiliano, preparandolo opportunamente affinché parlasse con i correntisti senza destare sospetti.

Le forze dell’ordine continuano a monitorare le attività dei clan, sperando di interrompere questa nuova forma di criminalità, sempre più sofisticata e difficile da contrastare. Le indagini sono in corso e si attendono sviluppi significativi sulla rete di frodi che ha scosso Napoli.

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