Assolti due agenti penitenziari per violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere
La Corte d’Appello di Napoli ha confermato l’assoluzione di Angelo Di Costanzo e Vittorio Vinciguerra, due agenti della polizia penitenziaria accusati di aver commesso violenze nei confronti di detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. La decisione, emessa il 20 giugno 2023, ribadisce l’assoluzione già pronunciata in primo grado con la formula “per non aver commesso il fatto”.
I due agenti erano coinvolti in un filone separato rispetto al maxiprocesso che vede imputate altre 105 persone per i medesimi eventi. Tale procedimento nasce da un’inchiesta sui pestaggi avvenuti il 6 aprile 2020, in un periodo di forti proteste nelle carceri italiane dovute all’emergenza Covid-19. I fatti, documentati da video delle telecamere interne, erano stati formalmente presentati come una perquisizione straordinaria.
La posizione di Di Costanzo e Vinciguerra è stata considerata meno grave rispetto ad altri imputati, poiché, secondo i filmati acquisiti, nessuno dei due è stato identificato con certezza. La difesa di Di Costanzo ha anche suggerito un possibile errore di persona, mentre la testimonianza che ha coinvolto Vinciguerra proveniva da un detenuto che non lo aveva riconosciuto in modo sicuro; successivamente, quel detenuto è deceduto in circostanze tragiche.
Nel processo si erano costituite parti civili, tra cui decine di detenuti e il Ministero della Giustizia. Con la sentenza d’appello, la Corte non solo ha confermato l’assoluzione, ma ha anche condannato le parti civili al pagamento delle spese processuali, chiudendo definitivamente il caso per i due agenti.
L’accusa era sostenuta dai sostituti procuratori Alessandra Pinto e Daniela Pannone, già impegnati nel complesso maxiprocesso. Le richieste di rinnovare l’istruttoria dibattimentale per acquisire testimonianze dal processo principale sono state respinte dalla Corte, che ha evidenziato l’assenza dei difensori di Di Costanzo e Vinciguerra al momento delle suddette deposizioni.
Nonostante l’assoluzione, il maxiprocesso in corso presso la Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere rimane aperto, continuando a mettere in discussione le responsabilità relative ai pestaggi del 6 aprile 2020, che hanno suscitato un acceso dibattito pubblico sulla gestione del sistema carcerario e sulla tutela dei diritti dei detenuti.
