Oppido presenta prove al gip: “Foto e video attestano la sequenza dei fatti”

Ultime News

Antigone segnala criticità nel processo legato alle carceri di Santa Maria Capua Vetere

Caserta: Assoluzioni e polemiche nel processo per i fatti...

Napoli, assente la famiglia di Domenico Caliendo alla commemorazione al Monaldi

Napoli, la Famiglia Caliendo-Mercolino Non Parteciperà alla Commemorazione di...

Il “modello Zagaria” dal Real Estate di Dubai ai Lounge Bar di Tenerife

Dalle 600 pagine dell'ordinanza cautelare sul clan Zagaria emerge...

Napoli: Il Cardiochirurgo Oppido si Difende Accusato di Omicidio Colposo e Falso Documentale

Napoli – Il cardiochirurgo Guido Oppido è comparso oggi davanti al gip del Tribunale di Napoli, Mariano Sorrentino, per un interrogatorio preventivo nell’ambito dell’inchiesta sul trapianto di cuore fallito del piccolo Domenico Caliendo. Il bambino, di due anni, è deceduto il 21 febbraio scorso presso l’ospedale Monaldi.

Assieme ai legali Alfredo Sorge e Vittorio Manes, Oppido ha presentato prove che, secondo la difesa, contraddicono le accuse formulate dalla Procura di Napoli, che lo accusa di omicidio colposo e di falsificazione nella cartella clinica. Quest’ultima contestazione ha portato alla richiesta di una misura interdittiva nei suoi confronti da parte del procuratore aggiunto Antonio Ricci e del sostituto Giuseppe Tittaferrante.

La difesa si concentra sulla precisa sequenza temporale degli eventi avvenuti il 23 dicembre 2025, giorno dell’intervento. Secondo le testimonianze, il nuovo organo sarebbe arrivato in sala operatoria alle 14:26, mentre l’espianto del cuore di Domenico sarebbe avvenuto alle 14:34. Gli avvocati di Oppido sostengono che tali orari contraddicono l’ipotesi accusatoria, secondo cui il clampaggio dell’aorta e l’inizio della cardiectomia sarebbero stati anticipati rispetto all’arrivo del cuore.

“Non è stata comunicata alcuna anomalia al dottor Oppido riguardo al cuore, e la responsabilità del controllo non ricade su di lui”, hanno affermato i difensori.

Dalla parte della Procura, si ipotizza che la cartella clinica sia stata modificata, in particolare per quanto riguarda l’orario del clampaggio aortico. Le indagini suggeriscono che l’espianto del cuore nativo di Domenico sia stato avviato prima che il nuovo organo fosse disponibile e che, al momento dell’apertura del box frigo, si sarebbe notato che il cuore era inutilizzabile. Alcuni testimoni hanno descritto l’organo come un “blocco di ghiaccio”.

Un punto cruciale dell’inchiesta è la compatibilità tra gli orari annotati nella cartella clinica e le immagini video registrate. L’accusa sostiene che se il clampaggio fosse effettivamente avvenuto alle 14:16, come riportato, il cuore espiantato non sarebbe potuto rimanere pulsante fino alle 14:34.

Oppido e i suoi legali, tuttavia, ribadiscono che il video corroborerebbe la loro versione: l’équipe ha atteso l’arrivo del nuovo organo prima di procedere all’operazione. “La ricostruzione dei fatti è supportata da documentazione comprovante”, hanno dichiarato gli avvocati Manes e Sorge.

Nelle stesse ore, anche Emma Bergonzoni, secondaria operatrice di Oppido, ha fornito la propria testimonianza al gip, assistita dall’avvocato Vincenzo Maiello. Durante un confronto di oltre tre ore, Bergonzoni ha illustrato l’intervento, affermando che la documentazione clinica è corretta e suggerendo che alcune delle testimonianze raccolte non riflettono l’effettiva sequenza degli eventi.

Attualmente, la decisione del gip riguardo alla richiesta di sospensione dalla professione medica di Oppido è attesa nei prossimi giorni. Le indagini rimangono focalizzate su due aspetti: accertare se vi sia stata un’alterazione della documentazione clinica successiva al tragico esito dell’intervento e validare la correttezza dell’operato del personale medico coinvolto.

Fonte