Il Tribunale di Napoli ha emesso le condanne per il racket delle estorsioni nel quartiere di Quarto, roccaforte del clan del Bivio legato ai Longobardi-Beneduce. Alessandro Iannone, ras 35enne del gruppo, è stato condannato a 16 anni e 10 mesi di carcere.
Con lui, i complici Giosuè Caianiello, Enrico Cavallo, Rosario Ferro, Francesco Di Gennaro e Marco Vaccaro: arrestati a maggio 2025 dai carabinieri di Pozzuoli su richiesta della Dda partenopea per pizzo a commercianti e traffico di stupefacenti.
Le pene: Iannone il più colpito, parziali assoluzioni per gli altri
Iannone paga il conto più salato con 16 anni e 10 mesi. Caianiello, da una richiesta iniziale di 12 anni, scende a 8 anni e 4 mesi: difesa curata dall’avvocato Rocco Maria Spina. Stessa sorte per Di Gennaro, 8 anni e 4 mesi, assistito dall’avvocato Angelo Carandente. Vaccaro incassa 14 anni (assolto su 5 capi su 10, condannato sugli altri 5) e Ferro 8 anni (prosciolto su 3 imputazioni).
Entrambi difesi dagli avvocati Luca Gili e Luca Gagliano. Antonio Brescia, l’unico con pena lieve, riceve 3 anni e 5 mesi. Tutti, eccetto lui, assolti dall’accusa di detenzione d’armi.
La tanica e la minaccia: “Mettiti a posto con gli amici di Pozzuoli”
L’episodio clou risale a marzo 2025. Iannone, Caianiello e Di Gennaro colpiscono un’azienda di surgelati a Quarto: posizionano una tanica di benzina e una lettera minatoria alla saracinesca. Il messaggio, scritto su un foglio bianco, non lascia dubbi: “Mettiti a posto con gli amici di Pozzuoli sai già a chi se no boom”.
Le indagini della Dda, supportate dai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli, smantellano il sistema di pizzo su negozianti tra Quarto e Pozzuoli.
Il clan del Bivio stringe la morsa, ma la giustizia accelera: altri procedimenti in arrivo per i Longobardi.
