Fiumi di droga tra Avellino e Napoli: dodici indagati verso il processo

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La Dda partenopea chiude il cerchio sull’organizzazione: traffico di stupefacenti, armi e telefoni “dedicati” per eludere i controlli. Udienza preliminare fissata per il 28 maggio.

Napoli – Un presunto sistema strutturato per il traffico di droga sull’asse Avellino–Napoli è pronto ad approdare davanti al giudice. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per dodici persone ritenute parte di una vera e propria holding dello spaccio.

Le accuse contestate sono pesanti: associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e numerosi episodi di cessione di cocaina, hashish e marijuana documentati nel corso del 2022.

L’udienza preliminare è stata fissata per il 28 maggio davanti al gup Ivana Salvatore. A firmare la richiesta è il pubblico ministero antimafia Anna Frasca.

L’organizzazione: ruoli definiti e rete logistica

Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino tra marzo e maggio 2022, avrebbero fatto emergere un’organizzazione ben strutturata, con compiti precisi e una rete logistica efficiente.

Secondo gli inquirenti, la droga arrivava principalmente dall’area nocerino-sarnese per poi essere smistata su più piazze tra le province di Avellino e Napoli.
Per eludere le intercettazioni, il gruppo avrebbe utilizzato telefoni “dedicati”, acquistati appositamente e impiegati esclusivamente per le comunicazioni interne. Un sistema che, secondo l’accusa, sarebbe stato coordinato da Americo Marrone.

I dodici indagati

Sono dodici le persone per cui la Dda ha chiesto il processo:
Americo Marrone, Tiziana Porchi, Aniello Manzo, Walter Arena, Michele Nicoloro, Silvana Forte, Francesco De Angelis, Michele Ronga, Carmine Cucciniello, Vittorio Forte, Luigi Mancinelli e Alfonso Cicalese.

I sequestri: droga e armi

Nel corso dell’inchiesta, i carabinieri hanno documentato diversi episodi di spaccio di rilievo.Nel marzo 2022 è stato sequestrato un chilogrammo di cocaina ceduto a un acquirente dell’area napoletana. Già a febbraio, gli investigatori avevano ricostruito una cessione di sette chilogrammi di hashish.

Ad aprile, in un deposito a Serino, i militari hanno rinvenuto anche un arsenale: tre pistole – tra cui una con matricola abrasa, una modificata da arma a salve e una non registrata – un fucile caricato a pallettoni, 322 munizioni di vario calibro e una bomba da fucile, risultata poi inerte.

I collegamenti con altre indagini

Alcuni degli indagati compaiono anche in un’altra inchiesta coordinata dal pm Henry John Woodcock. Le due vicende presentano elementi di sovrapposizione, ora al vaglio degli inquirenti.

Sarà dunque il gup, il prossimo 28 maggio, a decidere se mandare a processo tutti e dodici gli indagati. Un passaggio chiave per un’indagine che punta a ricostruire un traffico di droga articolato e radicato tra le due province.