Cassazione conferma condanna a 11 anni per Natale Hjorth nell’omicidio Cerciello Rega

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Condanna definitiva per l’omicidio del vicebrigadiere Cerciello Rega: 10 anni e 11 mesi per Hjorth

Roma – Nel tardo pomeriggio di un venerdì si è conclusa una delle vicende più drammatiche della cronaca nera romana. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 10 anni, 11 mesi e 25 giorni per Gabriele Natale Hjorth, riconosciuto colpevole di concorso anomalo nell’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, avvenuto nel quartiere Prati nel luglio 2019.

I giudici della prima sezione penale hanno respinto il ricorso presentato dagli avvocati di Hjorth, confermando la sentenza emessa nel processo d’Appello-ter dello scorso luglio. È stato disposto solo un annullamento con rinvio limitato agli effetti civili riguardo all’aggravante della qualifica di pubblici ufficiali per la vittima e il collega Andrea Varriale.

La tragedia si è verificata nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2019. Quella che avrebbe dovuto essere una trattativa per il recupero di uno zaino rubato, originariamente legato a un acquisto di droga fallito a Trastevere, si è trasformata in un episodio letale. In via Pietro Cossa, il vicebrigadiere Cerciello Rega e il collega Varriale, in borghese, sono intervenuti per gestire la situazione. Durante l’operazione, una colluttazione ha avuto luogo, culminando con il vicebrigadiere colpito da 11 coltellate infritte da Finnegan Lee Elder. Sebbene Hjorth non abbia impugnato l’arma, è stato accusato di aver contribuito attivamente alla rissa con Varriale e di aver assistito Elder nel nascondere il coltello.

Il percorso giudiziario ha visto una serie di ribaltoni nelle sentenze: nel primo grado del 2021, entrambi i giovani americani erano stati condannati all’ergastolo. Nella successiva fase di Appello nel 2022, le pene furono ridotte a 24 anni per Elder e 22 anni per Hjorth. La prima Cassazione nel 2023 annullò con rinvio le condanne, richiedendo una rivalutazione delle responsabilità. Il successivo Appello-bis del 2024 portò a una condanna per Elder di 15 anni e 2 mesi e a una pena per Hjorth di 11 anni e 4 mesi. Infine, l’Appello-ter del 2025 definì la condanna odierna, dopo un ulteriore rinvio da parte della Suprema Corte.

Con la decisione di oggi, la posizione penale di Natale Hjorth è ora definitiva. La Procura Generale aveva avanzato richiesta di inammissibilità del ricorso, sottolineando la congruità della pena all’ultimo grado di merito. A quasi sette anni dai fatti, la giustizia italiana archivia il capitolo penale relativo a entrambi gli imputati, lasciando dietro di sé una scia di polemiche e dolore che ha segnato profondamente l’opinione pubblica e il corpo dei Carabinieri. Le indagini e i procedimenti civili potrebbero proseguire, ma il quadro penale appare ormai chiaro.

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