Gianinna Maradona in lacrime in tribunale: proiettato il video del corpo del padre

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Proseguono le udienze sul caso Maradona: accuse alla gestione medica

A Buenos Aires, continua il processo per fare chiarezza sulla morte di Diego Armando Maradona. Durante la quarta udienza, tenutasi giovedì presso il tribunale di San Isidro, si sono registrati momenti di intensa emozione e accesi confronti legali tra le parti coinvolte. Sette imputati sono chiamati a rispondere della gestione sanitaria dell’ex calciatore.

Il dibattimento ha focalizzato l’attenzione sulle testimonianze fornite dai periti della polizia scientifica, presenti nell’abitazione di Maradona immediatamente dopo il decesso. In aula è stato proiettato un filmato di 17 minuti che documenta i rilievi effettuati sul luogo. Le immagini, che mostrano le gravi condizioni cliniche del campione, inclusi signficativi accumuli di liquidi, hanno generato una reazione emotiva da parte della figlia Gianinna, presente in aula e visibilmente commossa.

Un aspetto cruciale per l’accusa emerso durante l’udienza riguarda la mancanza di adeguata strumentazione medica nell’abitazione dove Maradona è stato assistito. Secondo la relazione tecnica redatta dai periti forensi, nella casa non erano disponibili dispositivi essenziali per un paziente in condizioni critiche, come defibrillatori, respiratori e bombole di ossigeno, strumenti che avrebbero dovuto essere presenti per garantire un’adeguata assistenza domiciliare.

La parte finale dell’udienza ha visto l’intervento della difesa del neurochirurgo Leopoldo Luque, principale accusato nel procedimento. Il team legale ha contestato fermamente le dichiarazioni di Gianinna Maradona, che ha ipotizzato una presunta pressione da parte del personale medico per indurre la famiglia ad accettare le cure a casa. A sostegno della propria posizione, la difesa ha presentato un messaggio vocale di Gianinna, in cui la donna sembra considerare positivamente l’opzione della degenza domiciliare, citando la necessità di proteggere il padre dall’eccessiva esposizione mediatica che un ricovero in clinica avrebbe comportato.

Le indagini proseguono, e il processo si appresta a entrare in una fase cruciale, con ulteriori testimonianze e prove attese nelle prossime udienze. La procura continua a raccogliere elementi per determinare le responsabilità nella gestione della salute dell’ex calciatore.

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