Carabiniere rinviato a giudizio dopo la chiusura di una pizzeria per emissione di odori sgradevoli

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Un carabiniere è stato citato a giudizio con l’accusa di tentata violenza privata continuata. Secondo la Procura di Napoli, l’appuntato avrebbe esercitato pressioni sui titolari di una pizzeria, invitandoli a chiudere l’attività commerciale tra ottobre 2022 e settembre 2025.

L’udienza preliminare è prevista per il 17 settembre presso il Tribunale di Napoli. La pizzeria in questione, gestita da Grazia Ardito e Mario Danese, era stata aperta grazie a un finanziamento di Invitalia nell’ambito del progetto “Resto al Sud”.

Nel gennaio 2025, l’ASL aveva disposto la chiusura temporanea del locale, citando “percezioni olfattive moleste” come motivo. In risposta, i titolari affissero un cartello provocatorio che contribuì a rendere la vicenda di interesse pubblico.

La chiusura era stata contestata dalla difesa dei gestori, rappresentati dall’avvocato Maurizio Capozzo, che definì il provvedimento come sproporzionato. Grazie all’intervento dell’allora sindaco Vincenzo Cuomo, la pizzeria poté riaprire.

Il caso ha generato un dibattito politico, coinvolgendo anche Carmela Rescigno, presidente della commissione regionale anticamorra all’epoca dei fatti.

Il giudice ora dovrà valutare le responsabilità nel procedimento penale, facendo di questa fase preliminare un momento cruciale per chiarire i molteplici aspetti amministrativi, giudiziari e istituzionali della vicenda. Le indagini sono in corso, e ulteriori sviluppi sono attesi nei prossimi mesi.

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