Omicidio a Poggioreale: Raffaele Cinque ferito in un scontro tra clan
Napoli, 21 gennaio 2024. Raffaele Cinque, noto nel quartiere come “Sasà a Ranf,” è stato ucciso in un agguato che segna un nuovo capitolo nella lotta tra fazioni della camorra a Poggioreale, una zona già segnala da anni da episodi di violenza legati al crimine organizzato.
Cinque, nipote di Domenico Cimminiello, alias “Mimi ‘o Merican,” figura storica del gruppo della Stadera, si trovava a casa quando è stato assalito. Secondo quanto riportato da un’ordinanza del gip Daniela De Nicola, il delitto rappresenta l’epilogo di un conflitto tra la storica fazione del “Priatorio” e i Bove, famiglia emergente che, sotto la guida di Luigi Folchetti, ha conquistato il controllo del traffico di droga nella zona.
Il clan Bove, composto da cinque fratelli noti come “Polpetta,” ha instaurato una violenta competizione con i Cinque, con il controllo della piazza di spaccio in via dello Scirocco, proprio accanto all’abitazione della vittima. La tensione tra i due gruppi si è intensificata negli ultimi anni, dopo la morte di Cimminiello nel 2011, che ha creato un vuoto di potere e riportato la discordia nel rione.
Un incidente chiave è avvenuto il 26 dicembre 2023, durante una festicciola di Santo Stefano. Raffaele Cinque, in sella a uno scooter preso in prestito, è stato investito da una Fiat Panda color oro, intestata a Salvatore Bove. Giuseppe Bove, uno dei fratelli, è sceso dal veicolo armato di coltello, colpendo Cinque in diverse occasioni. Fortunatamente per la vittima, è riuscito a salvarsi, ma l’affronto ha segnato un’inevitabile escalation.
L’umiliazione subita in quell’episodio ha spinto Cinque a tentare una vendetta, rivolgendo le sue ire verso Annunziata Bove, sorella dei suoi aggressori. Tale attacco, descritto come una violazione delle regole non scritte della camorra, ha inferto un colpo irreparabile ai rapporti già tesi tra i due gruppi.
Le indagini, condotte dalla Procura di Napoli, stanno approfondendo i legami tra i due gruppi e l’organizzazione dei Bove. Si ipotizza che il piano per l’uccisione di Cinque fosse già stato deliberato, raggiungendo il culmine con l’agguato del 21 gennaio, eseguito con modalità premeditate. Le forze dell’ordine non escludono ulteriori sviluppi, mentre la tensione nel rione Stadera rimane palpabile.
