Garlasco, ritrovati appunti sul delitto gettati da Sempio tra i rifiuti: nuovi sviluppi sul caso

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Garlasco, nuovi sviluppi nelle indagini sul delitto di Chiara Poggi: l’episodio di Andrea Sempio

Le indagini sul caso di omicidio di Chiara Poggi a Garlasco si arricchiscono di nuovi e inquietanti elementi. Al centro dell’interesse degli inquirenti si trova Andrea Sempio, attualmente indagato, coinvolto in un episodio risalente a un anno fa che ha richiamato l’attenzione della Procura e dei Carabinieri.

Secondo quanto riportato dai pubblici ministeri Giuliana Rizza, Valentina De Stefano e dall’aggiunto Stefano Civardi, Sempio è stato convocato dai carabinieri di Voghera per una notifica. Allertato dal contesto, l’indagato avrebbe mostrato segni di agitazione mentre si trovava a bordo della sua auto, esprimendo commenti preoccupati.

La scoperta del manoscritto

In un passo successivo, Sempio si sarebbe disfatto di un sacco della spazzatura, gettandolo in un bidone dell’indifferenziata situato nei pressi di un centro commerciale, lontano dalla sua abitazione. I Carabinieri, che monitoravano i movimenti dell’indagato, hanno recuperato prontamente l’involucro, al cui interno è stato rinvenuto un foglio a quadretti contenente scritture manoscritte su entrambi i lati.

Sulla superficie del documento, appaiono appunti generici, mentre sul retro si sono isolate parole ritenute dai magistrati collegate al giorno dell’omicidio di Chiara Poggi. L’intestazione del foglio, “Inizio scoperta”, unitamente a espressioni come «da cucina a sala», «campanello» e «finestra da fuori», suscita interrogativi significativi, concludendosi con la parola «assassino».

Interpretazioni e contestazioni

Se, da un lato, la difesa interpreta questi appunti come mere riflessioni personali legate a indagini passate, dall’altro, la Procura li considera un indizio di rilievo, evidenziando il tentativo furtivo di eliminarli.

In aggiunta, il quadro accusatorio si complica con la segnalazione di un possibile movente. Attraverso intercettazioni ambientali, emerge il riferimento a video intimi riguardanti la vittima. Secondo l’accusa, il possesso di tale materiale e un eventuale approccio non gradito da parte di Sempio potrebbero aver innescato una reazione violenta.

Elementi della prosecuzione

Le indagini si basano su diverse evidenze: analisi del DNA, impronta numero 33 e contestazioni relative all’alibi di Sempio, supportate da un ticket di parcheggio di Vigevano. I pubblici ministeri sostengono che l’omicidio sarebbe scaturito da un rifiuto da parte di Chiara, sfociando in un’aggressione di straordinaria gravità.

Posizione della difesa

Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, difensori di Sempio, sono attualmente al lavoro sulla documentazione, ribadendo con fermezza l’estraneità del loro assistito rispetto ai fatti contestati. Sempio ha anche espresso la propria innocenza, riponendo fiducia nel lavoro della magistratura per chiarire adeguatamente la sua posizione.

Le indagini continuano e ulteriori sviluppi potrebbero emergere nei prossimi giorni, indicando la direzione che assumerà il processo e la ricerca della verità in uno dei casi di cronaca nera più complessi degli ultimi anni.

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