Afragola: Inizio del processo per l’omicidio di Martina Carbonaro, tensione in aula
Afragola, Napoli – Il processo per l’omicidio di Martina Carbonaro, la quattordicenne trovata morta in un casolare abbandonato il 26 maggio 2022, ha avuto inizio ieri presso la Corte d’Assise di Napoli. Sotto accusa è Alessio Tucci, il diciannovenne ex fidanzato della vittima, imputato di omicidio volontario aggravato.
La prima udienza, tenutasi nell’aula 115 del nuovo Palazzo di Giustizia, è stata segnata da un clima di forte tensione tra le famiglie coinvolte. Prima dell’avvio del dibattimento, si è verificato un acceso scontro verbale tra i familiari di Martina e quelli del presunto assassino.
Minacce in aula
La mattinata è stata caratterizzata da momenti di alta agitazione. I familiari di Martina hanno accusato il padre di Alessio Tucci di aver rivolto gesti intimidatori verso il padre della vittima. Quest’ultimo, visibilmente scosso, ha dichiarato: “Dopo avermi ucciso la figlia, vogliono uccidere anche me”. Le sue parole, cariche di dolore, hanno risuonato tra i corridoi del tribunale, evidenziando la gravità della situazione.
Per fronteggiare il crescente clima di tensione, è stato necessario l’intervento dei Carabinieri e della Polizia di Stato. Un cordone di sicurezza è stato istituito per contenere le reazioni di entrambe le parti e garantire il regolare svolgimento del processo.
La sofferenza della famiglia Carbonaro
L’udienza è stata ulteriormente appesantita dal profondo dolore dei genitori di Martina, che richiedono giustizia dopo un anno dal tragico evento. La madre, in evidente stato di angoscia, ha esposto la sua indignazione, affermando: “Il vero dramma lo stiamo subendo noi. Mia figlia, bella come il sole, oggi è in una tomba ad Afragola. L’assassino, invece, un domani potrà uscire dal carcere e godersi la vita”.
L’appello dell’avvocato della famiglia
L’avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia Carbonaro, ha condannato il comportamento dei familiari dell’imputato, auspicando scuse piuttosto che atteggiamenti provocatori. Ha reso noto che chiederà l’acquisizione delle registrazioni delle telecamere di sicurezza del tribunale per accertare quanto accaduto.
Inoltre, Pisani ha lanciato un appello alle istituzioni, sottolineando la necessità di supporto psicologico per la famiglia colpita da un trauma profondo. “Questa famiglia ha bisogno di assistenza continua”, ha dichiarato, evidenziando che il supporto dello Stato non deve limitarsi alle sole udienze.
Il giudice, dopo aver riconosciuto la costituzione di parte civile del Comune di Afragola, della Fondazione Polis e di Cam Telefono Azzurro, ha rinviato il processo al 26 giugno prossimo, mentre le indagini continuano a svolgersi.
