Ascesa e caduta dei Panzaruttari: sgominate operazioni del «Bordello» ad Afragola

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Afragola, blitz contro il clan Nobile: 26 arresti e 3 divieti di dimora

Afragola, 15 ottobre 2023 – Oggi, i carabinieri hanno eseguito un’operazione che ha portato all’arresto di 23 individui e all’emissione di divieti di dimora per altri tre, tutti legati al clan Nobile, noto con il soprannome di Panzaruttari. L’ordinanza è stata firmata dal gip Federica Colucci e ha colpito una rete criminale profondamente radicata nel territorio.

Il clan Nobile, originato dall’attività di venditore ambulante del capostipite Antonio Nobile, ha storicamente operato come parte della più ampia confederazione del Clan Moccia. Tuttavia, le recenti indagini hanno rivelato un’organizzazione aggressiva e turbolenta, in conflitto con i vertici della camorra locale. Tra i nomi di spicco ci sono Antonio Nobile e i suoi figli Raffaele e Giuseppe, oltre ai cugini Antonio (noto come “Spiedino”) e Antonio (chiamato “Topolone”).

Durante le indagini, la figura di Domenico Esposito, collaboratore di giustizia, ha fornito dettagli cruciali sul modus operandi del clan. Esposito ha descritto come i Nobile controllassero il territorio attraverso attività di estorsione e furti d’auto. Secondo il collaboratore, il padre di Peppe Panzaruttaro era attivo nel settore dei “cavalli di ritorno”, un’attività che garantiva introiti settimanali, complice una rete di complicità con altri clan locali.

L’operato del clan Nobile ha incontrato resistenza da parte di commercianti che, prima dell’arrivo dei Panzaruttari, avevano un rapporto meno conflittuale con la malavita. Michele Puzio, altro collaboratore di giustizia, ha spiegato come, dopo l’insediamento dei Nobile, le estorsioni diventassero più violente, deteriorando i legami con i commercianti e spingendo verso un’escalation di violenza.

Il punto di rottura nella dinamica criminale si è verificato quando i Nobile hanno iniziato ad appropriarsi di somme dari estorsioni, riducendo i pagamenti al clan Moccia. Tale comportamento ha sollevato l’ira dei vertici, tanto che Filippo Iazzetta, leader del clan, ha ordinato l’uccisione di Raffaele Nobile. Tuttavia, il piano non è mai stato eseguito, complice la difficoltà di individuare un momento opportuno.

Le indagini recenti sono state condotte dai carabinieri in collaborazione con la procura di Napoli, che ha confermato come il clan Nobile fosse attivamente coinvolto in estorsioni e traffico di droga. La situazione attuale segna un punto di svolta nella lotta alla criminalità organizzata nel Napoletano, con un potenziale ridimensionamento del clan grazie all’operazione odierna.

Il rischio di ritorsioni interne e le conseguenze sul territorio rimangono da monitorare, mentre gli inquirenti proseguono nel lavoro di individuazione e arresto di ulteriori membri del clan.

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