Afragola: La Guerra Silenziosa dei Panzaruttari
Afragola si è risvegliata oggi, 29 maggio 2023, in un’atmosfera di tensione, segnata da sirene e allerta. Le indagini, coordinate dal Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna, hanno rivelato un brusco rinnovamento nel panorama criminale della zona, illustrando una ristrutturazione piramidale del potere della camorra nel nord di Napoli.
Il clan al centro di queste indagini è il Nobile, noto come “Panzaruttari”, una consorteria capace di resistere e adattarsi anche in assenza dei suoi leader, spesso detenuti in carcere. Le alleanze strategiche con i clan di Casoria e Caivano hanno preparato il terreno per un’offensiva mirata a ristabilire il controllo nell’area.
La ricostruzione della situazione criminale è iniziata nell’ottobre 2022, quando un’importante operazione giudiziaria aveva indebolito il gruppo rivale “Luongo-Barbato-Bizzarro”. Con i capi storici in carcere, il fragile equilibrio è stato rapidamente infranto, dando il via a un’ondata di violenza.
Dal 29 maggio, con sparatorie nel Rione Salicelle e attacchi mirati, il conflitto si è intensificato. La notte del 30 maggio ha visto un attacco diretto a una concessionaria di auto, di proprietà di un associato ai Nobile, seguito da una tradizione di aggressioni, culminando in un raid armato il 28 luglio 2023.
Le indagini hanno portato alla luce dettagli inquietanti, raccoglibili nell’ordinanza cautelare firmata dal gip Federica Colucci, che contabilizza oltre 500 pagine di testimonianze e prove. L’escalation ha visto il culmine con colpi d’arma da fuoco esplosi da Francesco Graziano, noto come “‘o checc”, sotto il grido provocatorio “Nuie stamm ca!”, mentre un’altra sparatoria ha fatto vittime tra le fazioni rivali esaudendo ordini di rappresaglia.
Le testimonianze di Giovanni Barra, pentito che ha collaborato con la Direzione Distrettuale Antimafia, hanno rivelato le dinamiche interne al clan e il ruolo cruciale di supplenze logistiche ed economiche. Barra ha riferito di stretti collegamenti tra i Nobile e una concessionaria a Cardito, dove il titolare, “Maurino”, avrebbe facilitato le operazioni del gruppo.
La ricostruzione delle gerarchie interne mostra una nuova generazione pronta a consolidare un potere che si rinforza attraverso metodi sempre più violenti. Raffaele Nobile rimane la figura di riferimento, con le operazioni quotidiane gestite dai figli Antonio, “Spiedino”, e nipote Antonio, “Topolone”.
Le autorità hanno identificato ventinove indagati, concentrando le loro energie nel monitoraggio e nella cattura dei membri attivi della consorteria. Attualmente, le indagini sono in corso, con ulteriori sviluppi previsti nei prossimi giorni mentre gli investigatori cercano di interrompere la spirale di violenza e di ripristinare la legalità nella regione.
