Napoli: Operazione della DDA contro traffico illecito di rifiuti
Napoli – La Campania continua a essere al centro delle indagini sul traffico illecito di rifiuti. Recentemente, la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli ha eseguito misure cautelari a carico di Stanislao Corvino, sottoposto agli arresti domiciliari, e del fratello Francesco Corvino, per il quale è stato emesso un divieto di dimora. Entrambi sono amministratori della “New Ecology Srl” a Castel Volturno.
L’indagine, condotta dal Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Napoli e Caserta, rende evidente come l’attività imprenditoriale si intrecci con gli interessi di organizzazioni criminali della zona. In totale sono undici gli indagati coinvolti, accusati di associazione a delinquere, gestione e traffico illecito di rifiuti, oltre a riciclaggio.
Le intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte dai Carabinieri formano la base dell’accusa. Da queste emerge una gestione logistica dei rifiuti speciali, stimati in oltre 25.000 tonnellate, principalmente fanghi industriali e scarti di demolizione edile. In una conversazione, Francesco Ianuese si lamenta delle difficoltà nel gestire i rifiuti, mentre Stanislao Corvino suggerisce di proseguire lo stoccaggio: “Vai avanti più in là.”
I dialoghi rivelano come pianificassero le operazioni di scarico. A tal proposito, Corvino informa Carmine Diana sul programma per il giorno successivo: “Domani mattina scarichiamo un altro po’, ma sopra la vasca.” Inoltre, i problemi di saturazione del sito sono confermati da un’altra conversazione, dove Corvino afferma: “Deve gettare la roba, ma in azienda siamo pieni.” Il suo interlocutore suggerisce di usare un terreno alternativo, proposta eventualmente scartata da Corvino.
L’attività investigativa, avviata ad aprile 2023, ha svelato un modello usato per eludere i controlli. Gli inquirenti sospettano che i rifiuti speciali, compresi quelli derivati dalla lavorazione del pomodoro, venissero soggetti a registrazione con codici non conformi, facilitando così il loro illecito smaltimento in terreni agricoli tra Capua, Mondragone e Castel Volturno. Inoltre, il NOE ha segnalato impatti ambientali significativi, con alterazioni dello stato dei luoghi e forti esalazioni avvertite dalla popolazione.
Le indagini si sono estese anche alla provincia di Napoli, dove è stata sequestrata un’area di oltre 83.000 metri quadrati a Boscofangone di Nola, destinata a un insediamento industriale e contenente ingenti scarti edili.
Un elemento cruciale nell’indagine è costituito dalle dichiarazioni di Vincenzo D’Angelo, appartenente al clan Bidognetti e ora collaboratore di giustizia. D’Angelo ha fornito dettagli sui legami finanziari del clan con la “New Ecology”, rivelando un accordo che prevedeva il versamento del 50% dei profitti in cambio di lavoro. Le sue dichiarazioni indicano un sistema ben orchestrato per garantire liquidità al clan attraverso figure professionali come il ragioniere Mario Camasso e il commercialista Danilo D’Angelo, coinvolti nel predisporre fatturazioni per operazioni inesistenti.
Nonostante il giudice per le indagini preliminari, Chiara Bardi, abbia respinto le richieste di custodia cautelare in carcere, il Tribunale di Napoli ha disposto il sequestro dell’intero complesso aziendale della New Ecology, insieme a beni mobili, immobili e terreni utilizzati per sversamenti abusivi, per un valore stimato di 1,6 milioni di euro.
Le indagini proseguono e tutte le persone coinvolte rimangono presumibilmente innocenti fino a una eventuale condanna definitiva.
