Riapre la faida di Pianura dopo il ferimento del cognato del boss locale

Ultime News

Torna libero “Diegolino” Vastarella: notte di botti al Rione Amicizia per il fine pena del boss

Il ras del clan Contini torna libero dopo vent'anni...

Intercettazioni degli avvocati: penalisti indicono cinque giorni di astensione dalle udienze

Cinque giorni di astensione dalle udienze: i penalisti protestano...

Palermo: l’Onu rivela alleanze tra mafie italiane e cellule terroristiche

Palermo: Le Mafie Italiane e le Alleanze con Cellule...

Pianura, tensioni e sparatoria: ferito Emanuele Arillo, rapida escalation criminale

Il quartiere di Pianura, nella periferia occidentale di Napoli, è nuovamente teatro di tensioni legate alla criminalità organizzata. Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre, intorno all’una, è scattato l’allarme a seguito del ferimento di Emanuele Arillo, 37 anni, già noto alle forze dell’ordine per reati connessi allo spaccio di droga.

Arillo è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo con due ferite da arma da fuoco, localizzate all’addome e al braccio sinistro. A causa della gravità delle sue condizioni, non ha potuto fornire dichiarazioni agli inquirenti immediatamente dopo l’accaduto. I Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Stazione di Pianura hanno successivamente identificato il luogo dell’aggressione in via Jacopo Carrucci, dove sono state rinvenute tracce ematiche e un bossolo.

La dinamica dell’aggressione

Secondo una prima ricostruzione fornita dalle forze dell’ordine, l’uomo si trovava a bordo di una Fiat Panda quando è stato affiancato da due soggetti su una motocicletta. I malviventi hanno aperto il fuoco, colpendo Arillo in più parti del corpo. Fortunatamente, le sue lesioni non hanno compromesso organi vitali. Un automobilista di passaggio ha subito soccorso il ferito, che è poi stato trasportato al nosocomio.

Attualmente, i rilievi scientifici e le indagini in corso puntano a identificare i responsabili e a chiarire la matrice dell’atto criminoso.

I legami familiari della vittima e i suoi precedenti

Le indagini si concentrano sui legami familiari di Emanuele Arillo, in particolare sul suo cognato, Massimiliano Santagata. Quest’ultimo, condannato a gennaio a tre anni di reclusione, è considerato dagli inquirenti una figura di rilievo nel contesto criminale locale, associato storicamente al gruppo Marsicano. Arillo, inoltre, era stato arrestato nell’agosto 2024 per possesso di sostanze stupefacenti, evidenziando la sua vicinanza a soggetti apicali delle nuove fazioni giovanili attive nella zona.

Recenti controlli sul nucleo familiare di Arillo hanno portato al sequestro di un fucile a canne mozze e munizioni, rinvenuti nell’abitazione di un suo stretto congiunto.

Gli equilibri nel territorio e lo stato delle indagini

L’episodio si colloca in un contesto caratterizzato da equilibri precari. La frammentazione del clan Esposito-Marsicano, indotta da arresti e operazioni giudiziarie, ha generato una competizione intensa tra gruppi emergenti che cercano di conquistare i vuoti di potere lasciati dalla disarticolazione di organizzazioni storiche.

Si assiste a una conflittualità latente, supportata da atti intimidatori e alleanze fluide tra le nuove generazioni criminali. L’analisi della figura di Santagata rimane centrale: sebbene le accuse a suo carico siano state riformulate, è percepito come un potenziale punto di riferimento per le nuove compagini che intendono gestire le attività illecite nel territorio.

Le indagini continuano a ritmo serrato per fare luce sulle circostanze della sparatoria e sul possibile coinvolgimento di più soggetti in questo episodio di violenza.

Fonte