Caivano: Nuove Rivelazioni Sui Cambi di Potere nella Camorra
Il panorama camorristico di Caivano ha subito un cambiamento marcato, delineato dalle dichiarazioni di Raffaele Bervicato, ex membro di spicco del clan Angelino e ora collaboratore di giustizia. Le sue rivelazioni stanno alla base di un’operazione, condotta dalla Procura e dai carabinieri, che ha portato all’arresto di undici persone, colpendo il clan di via Uganda guidato da Domenico Di Micco, noto come «Bimbetto». L’ordinanza cautelare è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari Maria Cristina Sangiovanni.
Secondo quanto riportato, le dinamiche in atto non rappresentano semplici lotte interne, ma una violenta transizione per il controllo del traffico di droga e delle estorsioni nella zona. Il quadro probatorio è stato arricchito da video di sorveglianza, intercettazioni e testimonianze di acquirenti di stupefacenti.
Il Vuoto di Potere e l’Ascesa di Giovanni Barra
La crisi è iniziata nell’estate del 2023, con l’arresto del boss Antonio Angelino che ha creato un vuoto di potere. “Fino ad allora, gli equilibri erano mantenuti”, ha dichiarato Bervicato. La sua testimonianza indica che, dopo l’arresto, Giovanni Barra, precedentemente legato al gruppo di Roberto Maugeri, ha iniziato a collaborare con Ciro Ciccarelli, figlio di Salvatore.
Siey, il duo Barra-Ciccarelli ha cercato di monopolizzare il commercio di droga a Caivano. “Da agosto 2023, hanno cercato di imporre un canale unico di rifornimento, escludendo i Maugeri”, ha aggiunto il collaboratore.
Azioni di Violenza e Intimidazione
Il conflitto tra i gruppi ha portato a una serie di violenti scontri armati, definiti «stese», che hanno creato un clima di terrore tra la popolazione. Bervicato ha descritto raid in cui i membri del gruppo di Barra, a bordo di motociclette, sparavano indiscriminatamente contro i rivali, tra cui Francesco Falco, conosciuto come «o lione».
Sconcertante è il collegamento temporale tra queste azioni violente e la visita del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Parco Verde, dove ha promesso la bonifica della zona. Bervicato ha confermato di aver partecipato a una di queste azioni durante la visita, indicando la presenza di altri membri coinvolti.
La Nuova Guerra sui Social Media
La battaglia per il territorio non si limita alla strada; si estende anche sui social media. Francesco Pezzella, ex gestore di una piazza di spaccio, ha cercato di radicalizzarsi con metodi intimidatori, tentando di arruolare Bervicato. Quest’ultimo ha riferito di una videochiamata su Instagram in cui Pezzella mostrava armi sul tavolo come prova del suo potere.
Le ritorsioni tra i gruppi sono state violente, con numerosi scontri rimandati per vendetta. In un episodio riportato da Bervicato, la vecchia casa di Pezzella è stata colpita da colpi di arma da fuoco a causa di una faida con i Maugeri.
Obiettivi Strategici e Confusione di Identità
L’attenzione del gruppo Barra-Ciccarelli si è rivolta successivamente alla piazza di spaccio di via Uganda, gestita da Domenico Di Micco. Inizialmente, Bervicato ha erroneamente confuso Di Micco con un parente, errore che ha corretto in udienza davanti alla Direzione Distrettuale Antimafia.
Questo chiarimento, unito alle prove fotografiche delle telecamere e alle intercettazioni, ha permesso di consolidare le accuse contro il gruppo di via Uganda, evidenziando il fallimento della pax mafiosa in quella zona e lasciando dietro di sé una scia di violenza e arresti.
Stato delle Indagini
Le indagini sono ora in corso e i magistrati stanno valutando ulteriori sviluppi. La collaborazione di Bervicato potrebbe rivelarsi cruciale per smantellare le strutture di comando del clan e ripristinare la legalità nell’area di Caivano. Monitoreremo attentamente l’evolversi della situazione e l’impatto di queste rivelazioni sulle operazioni antimafia in corso.
