Femminicidio a Piano di Sorrento: chiesta la conferma dell’ergastolo per Salvatore Ferraiuolo
La Procura generale di Napoli ha richiesto la conferma della condanna all’ergastolo per Salvatore Ferraiuolo, imputato per l’omicidio della sua ex compagna, Anna Scala, avvenuto il 17 agosto 2023 a Piano di Sorrento. La richiesta, formulata dal sostituto procuratore generale Carmine Esposito, giunge al termine della prima udienza del processo di secondo grado presso la Corte d’Assise d’Appello di Napoli.
Ferraiuolo è accusato di aver inflitto almeno 17 coltellate ad Anna, il cui corpo è stato successivamente rinvenuto all’interno della sua autovettura. L’efferato delitto ha suscitato un’ondata di indignazione e preoccupazione tra i cittadini della Costiera sorrentina, già duramente provati da una crescente diffusione della violenza di genere.
Secondo le indagini condotte dai carabinieri, il delitto è emerso in un contesto di conflittualità marcata tra i due ex partner. “La vicenda, raccontata inizialmente da www.cronachedellacampania.it,” evidenzia le tensioni che accompagnavano la relazione conclusa, segnando un’accelerazione drammatica culminata con l’omicidio.
Ferraiuolo fu arrestato immediatamente dopo il delitto, avviando un procedimento penale che si concluse con una condanna all’ergastolo nel giugno 2025 da parte della Corte d’Assise di Napoli. I giudici, riconoscendo la gravità della violenza, ritennero adeguata la massima pena prevista dall’ordinamento.
Durante l’udienza, ha preso la parola anche Maria Svato, figlia della vittima, accompagnata dal suo avvocato, Salvatore Esposito. Dallo scorso processo, Ferraiuolo ha reiterato le sue scuse ai familiari di Anna, parole che, tuttavia, non possono affievolire il dolore per una vita spezzata.
La Corte ha rinviato la discussione al 15 settembre, data nella quale si attende la presenza della difesa, e può darsi che venga emessa una sentenza definitiva che stabilisca se confermare l’ergastolo già inflitto in primo grado.
Il caso di Anna Scala non è un fatto isolato; rappresenta un grido di allerta per la nostra società, che si interroga sulla sicurezza e sulla protezione delle donne. La domanda, a questo punto, è inevitabile: come si può evitare che tragedie simili si ripetano? I cittadini di Piano di Sorrento e le istituzioni locali sono chiamati a riflettere e a cercare risposte efficaci.
