Torre Annunziata, confermato il sequestro per truffa a carico di due ex consiglieri comunali

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Scandalo a Torre Annunziata: Ex Consiglieri Comunali Sotto Accusa per Truffa ai Danni del Comune

Torre Annunziata è nuovamente al centro di un’inquietante vicenda che coinvolge ex amministratori locali, con il Tribunale del Riesame di Napoli che ha recentemente confermato il sequestro preventivo di beni nei confronti di due consiglieri comunali. Le accuse, é emerso in un’ordinanza datata 1° giugno 2026, ruotano attorno a una presunta truffa continuata ai danni dell’ente municipale, in particolare per fatti avvenuti tra ottobre 2024 e ottobre 2025.

I protagonisti di questa storia sono Fabio Giorgio, ex capogruppo del PD, e Gaetano Ruggiero, anch’egli consigliere comunale. Entrambi si trovano in una situazione complessa: mentre Giorgio ha tentato di opporsi al provvedimento di sequestro, vedendosi però rigettare la richiesta dal tribunale, Ruggiero ha scelto di non contestare l’atto, apparentemente accettando il colpo inflitto dalla giustizia.

La vicenda, raccontata inizialmente da www.cronachedellacampania.it, ha preso piede a seguito di indagini coordinate dalla locale Procura e svolte dalla Guardia di Finanza, avviate a seguito di anomalie segnalate internamente dal Segretario Generale del Comune. Tali anomalie riguardano i flussi di pagamento di gettoni di presenza e rimborsi, che hanno destato il sospetto degli inquirenti.

Un’inchiesta che svela un’articolata truffa che si è insinuata nei meccanismi dell’assenteismo, sfruttando le normative vigenti. In particolare, si ipotizza che Giorgio abbia attestato falsamente di non disporre di un veicolo privato, spacciandosi per un pendolare costretto a utilizzare i pubblici mezzi per raggiungere le commissioni consiliari. I monitoraggi effettuati dai militari, tuttavia, hanno rivelato sue quotidiane trasferte in scooter, un mezzo proprio, che riducevano drasticamente il tempo necessario per spostarsi.

Il secondo ex consigliere, Ruggiero, avrebbe orchestrato una truffa ben più sofisticata: in accordo con un familiare, avrebbe creato un impiego fittizio in una località distante, in un’altra regione d’Italia, per giustificare assenze totali dal lavoro durante le sedute del consiglio. Attraverso questo stratagemma, il Comune avrebbe sborsato enormi somme come rimborsi per un posto di lavoro inesistente.

Questa complessa trama di illegalità ha portato, nelle sole primavere del 2025, a un danno patrimoniale di oltre 18.000 euro per le casse comunali, somma che è ora oggetto di contestazione da parte della magistratura. Al momento, entrambi i coinvolti godono della presunzione di innocenza, mentre le indagini continuano a svelare il quadro.

L’impatto su Torre Annunziata è evidente, ponendo interrogativi sulla gestione amministrativa e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni. La comunità locale si sente tradita da una classe dirigente che, invece di tutelare il patrimonio pubblico, ha violato la fiducia dei cittadini nel peggiore dei modi.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: cosa si sta facendo per garantire una maggiore trasparenza e responsabilità nella pubblica amministrazione? La vicenda ha già sollevato un dibattito acceso tra i residenti, che auspicano risposte certe dalle istituzioni competenti per evitare che simili episodi possano nuovamente verificarsi.

Le autorità hanno ora il compito di chiarire la situazione e di garantire che la giustizia faccia il suo corso, in una comunità che chiede a gran voce di poter tornare a fidarsi delle proprie istituzioni. Il seguito delle indagini potrebbe rivelarsi determinante per riportare la serenità in un clima di incertezza che potrebbe minacciare il tessuto sociale di Torre Annunziata.