Regge l’impianto accusatorio della Dda ma cade il fine estorsivo puro. Inflitti 9 anni a testa a Frullo e ai complici dopo il blitz della Mobile che salvò l’ostaggio ferito. Il commando vicino ai Mazzarella ottiene la riqualificazione del reato in estorsione e sequestro semplice. Determinanti le strategie dei difensori e le ammissioni degli imputati: in primo grado avevano incassato oltre 14 anni.
Le accuse reggono anche nel secondo grado di giudizio, ma il commando in odore di camorra riesce a spuntare un sostanzioso sconto di pena. Ieri mattina, i giudici della quinta sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli hanno ridisegnato il bilancio sanzionatorio per la violenta spedizione punitiva scattata alle Case Nuove nell’autunno del 2024.
Il verdetto di secondo grado, rivedendo al ribasso le pesanti condanne inflitte in primo grado con il rito abbreviato, ha stabilito una pena di 9 anni di reclusione a testa per Mohamed Bourial, Giovanni Frullo, Farid Cinquegrana e Vincenzo Quintiliano.
A pesare in modo decisivo sulla bilancia del computo della pena sono state le argomentazioni sollevate in aula dal pool difensivo, composto tra gli altri dai penalisti Domenico Dello Iacono, Dario Carmine Procentese e Paolo Gallina. I legali dei quattro imputati sono riusciti a scardinare l’originaria e più severa impostazione della Procura, ottenendo lo “spacchettamento” del reato.
L’accusa iniziale di sequestro di persona a scopo estorsivo aggravato dal metodo mafioso è stata così riqualificata dalla Corte in due distinte fattispecie autonome e più lievi: estorsione aggravata e sequestro di persona “semplice”. Uno sdoppiamento tecnico che ha di fatto neutralizzato i 14 anni e 4 mesi di reclusione incassati in primo grado dagli uomini del commando, i quali in precedenza avevano già ammesso gli addebiti.
La trappola del «pacco» e il sangue su WhatsApp
I fatti al centro del processo risalgono alla drammatica notte a cavallo tra il 6 e il 7 ottobre 2024, teatro di una vicenda criminale dai contorni squallidi ma feroci. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia, la vittima – Gianluigi Amato, faccendiere originario di Pozzuoli – si era presentato a un appuntamento in zona corso Arnaldo Lucci insieme al cognato Pietro Chiaro.
Si trattava, però, di un appuntamento trappola teso per regolare i conti dopo un affare finito malissimo: Amato aveva piazzato a Mohamed Bourial il classico “pacco”, vendendo mattonelle al posto di un carico di telefoni cellulari che erano già stati destinati al mercato africano.
Ad attendere i due puteolani c’era un manipolo guidato da Giovanni Frullo, nipote del boss di spicco Gennaro Mazzarella, affiancato da Farid Cinquegrana (ritenuto legato ad Alberto Mazzarella), Vincenzo Quintiliano e dallo stesso cittadino straniero turlupinato dalla truffa. Bloccato e tramortito, Amato è stato trascinato via sotto gli occhi del cognato.
Da quel momento sono scattate trenta ore di terrore, scandite da pressanti richieste di risarcimento dirette ai familiari della vittima: 7mila euro in contanti per comprare la libertà dell’ostaggio. Per piegare la resistenza dei parenti, i sequestratori non avevano esitato a inviare sulla piattaforma WhatsApp le foto dell’uomo con il volto tumefatto e sanguinante.
Il blitz della Mobile nel rione Mercato
La macchina della giustizia si è mossa però con precisione chirurgica. Coordinata dai magistrati della Dda, la sezione Omicidi della Squadra Mobile di Napoli ha raccolto nell’immediato le dichiarazioni del testimone oculare e i tracciati delle telefonate estorsive. I poliziotti sono riusciti a stringere il cerchio attorno ai responsabili in tempi record, localizzando il covo nel cuore del quartiere Mercato.
Il primo a finire in manette è stato il marocchino Mohamed Bourial, sorpreso dagli agenti all’interno di un appartamento delle Case Nuove mentre svolgeva il ruolo di carceriere dell’ostaggio, finalmente liberato. Successivamente, l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare ha blindato le posizioni dei tre napoletani. Un impianto investigativo solido che ieri ha superato il secondo vaglio giudiziario, seppur con un sensibile sconto sugli anni da scontare dietro le sbarre.
