Capri, il Comune colpito da condanna per violazione delle norme sulle barriere architettoniche alla Certosa

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La battaglia per l’accesso alla Certosa di San Giacomo: Capri condannata a rimuovere le barriere architettoniche

Il Comune di Capri ha nove mesi di tempo per abbattere le barriere architettoniche che limitano l’accesso alla Certosa di San Giacomo, una delle perle storiche dell’isola. La decisione è stata emessa dalla decima sezione civile del Tribunale di Napoli, accogliendo il ricorso presentato da Christian Durso, un attivista diversamente abile noto per il suo impegno in favore dell’accessibilità. La sentenza rappresenta un importante passo avanti per i diritti delle persone con disabilità e sottolinea la necessità di garantire pari opportunità a tutti i cittadini, indipendentemente dalle proprie condizioni fisiche.

“Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it,” il verdetto non si limita a ordinare la realizzazione dei lavori, ma impone anche la cessazione della condotta discriminatoria da parte dell’ente pubblico. Per assicurarsi che la scadenza venga rispettata, il tribunale ha previsto una penale di cento euro al giorno per ogni giorno di ritardo oltre i termini fissati. Inoltre, il Comune è stato condannato a risarcire Durso per duemila euro, oltre al pagamento delle spese legali.

La resistenza dell’amministrazione locale ha pesato sul processo. Durso ha critico l’atteggiamento dell’ente, che a più riprese ha contestato la valutazione di pericolo dell’area, continuando a sostenere la conformità delle strutture esistenti. “È importante ricordare che durante il processo per l’accessibilità dello scivolo d’ingresso, il Comune si è costituito in giudizio negando la non conformità della struttura in questione,” ha dichiarato l’attivista. “Questa ostinazione ha solo allungato i tempi della causa, costringendo il Tribunale a nominare un consulente tecnico per verificare lo stato dei luoghi.”

Il commento finale di Durso non è di mera soddisfazione per la vittoria legale, ma di amarezza per i costi generati dall’ostruzionismo burocratico: “Sono stato costretto a pagare di tasca mia il perito del Tribunale, e ora, grazie alla sentenza, tutte le spese legali ricadranno sul Comune. Ciò significa che saranno i cittadini a pagare per la resistenza a un’ovvia realtà.”

Questa vicenda, pur segnando un progresso importante, evidenzia anche le lacune nella gestione pubblica riguardanti l’accessibilità. Infatti, l’effettiva realizzazione dei lavori e la fine delle barriere architettoniche sono passaggi cruciali non solo per il rispetto dei diritti dei disabili, ma anche per l’immagine di Capri come destinazione turistica inclusiva e accogliente. La città è ora chiamata a riflettere su come migliorare l’accessibilità non solo alla Certosa, ma in tutto il suo territorio, affinché ogni visitatore possa godere senza freni della bellezza naturale e culturale dell’isola.

Il dibattito è destinato a continuare, poiché la comunità si interroga sulle responsabilità e sulle misure necessarie per garantire un futuro in cui l’accessibilità non sia solo una battaglia legale, ma un diritto universale riconosciuto e rispettato.