Napoli, tre carabinieri colpevoli in Appello: la revoca dell’assoluzione per 66 chili di cocaina scomparsi

Ultime News

Patto tra Comune e Procura di Napoli: pronta la demolizione di 800 edifici abusivi

Napoli: Accordo Storico per la Demolizione degli Edifici Abusivi Napoli...

Due anni e dieci mesi per Sabato Ferrante: condannato per un raid punitivo legato a un debito di droga

Raid Punitivo a Benevento: Condanna per Sabato Ferrante, Il...

Imprenditore Maisto assolto, il clan Mallardo non ottiene l’aggravante mafiosa nel processo

Sentenza di Appello per Carmine Maisto: Due Anni e...

Cocaina rubata: Carabinieri condannati in appello, il caso scuote Torre Annunziata

Una svolta clamorosa nel processo che ha coinvolto tre Carabinieri operanti nel Nucleo Investigativo di Torre Annunziata. Ieri, la Corte d’Appello di Napoli ha ribaltato la sentenza di assoluzione emessa in primo grado, condannando i militari a pene che variano dai 9 ai 14 anni di reclusione. Al centro del caso vi è il presunto furto di 66 chilogrammi di cocaina, sottratti durante un maxi sequestrato effettuato nel porto di Napoli il 19 gennaio 2019.

Secondo l’accusa, i tre Carabinieri avrebbero sfruttato il loro ruolo per sottrarre parte della sostanza stupefacente da un container sequestrato. A far crescere i sospetti, le dichiarazioni di Francesco Casillo, ex collaboratore di giustizia e narcotrafficante, che sosteneva di avere corrisposto denaro e gioielli ai militari in cambio di informazioni riservate utili ad arresti e sequestri di droga. Come emerge da quanto ricostruito da www.cronachedellacampania.it, le informazioni fornite da Casillo si sono dimostrate decisive per l’inchiesta.

Il Tribunale di Torre Annunziata, in un’iniziale pronuncia risalente al 18 luglio 2023, aveva assolto i tre militari, ritenendo non chiaramente dimostrata la loro responsabilità. Tuttavia, la Corte d’Appello, presieduta dal giudice Francesco Ciocia, ha riformato quel verdetto, riconoscendo la colpevolezza degli imputati.

Le pene inflitte sono state inferiori rispetto a quanto richiesto dalla Procura Generale, che aveva chiesto condanne di 14, 14 e 18 anni. Inoltre, è stata esclusa l’aggravante mafiosa, un elemento che avrebbe potuto complicare ulteriormente la situazione legale dei Carabinieri coinvolti.

La reazione dei legali di difesa non si è fatta attendere. L’avvocato Roberto Russo, rappresentante del collegio difensivo, ha espresso la sua sorpresa per la decisione della Corte, sottolineando come il processo di primo grado avesse evidenziato l’assenza di prove concrete a carico dei tre militari. In risposta alla nuova sentenza, i legali hanno già annunciato che presenteranno ricorso davanti alla Corte di Cassazione, l’ultima istanza che potrà determinare il futuro legale degli imputati.

Questa vicenda, che ha suscitato un accesso dibattito tra i residenti di Torre Annunziata e nell’intera regione, pone interrogativi sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il caso, pur affrontando questioni di giustizia e legalità, riflette un malessere diffuso, dove la percezione di sicurezza viene costantemente messa alla prova da incidenti simili.

Con una comunità in attesa di risposte, gli sviluppi futuri saranno monitorati con attenzione, sia dai cittadini che dalle autorità. Non si tratta solo di una questione legale; la sensazione di vulnerabilità è palpabile, e a pagare, ancora una volta, potrebbero essere i cittadini, la cui fiducia nelle forze dell’ordine viene scossa da episodi di questo tipo. Al momento, resta da chiarire in che modo la Corte di Cassazione deciderà di affrontare questa delicata situazione, con l’auspicio che la verità emerga e che giustizia venga soddisfatta.